«Eto’o? Sembra una motoretta ma io conto su Ronaldinho»

nostro inviato a Milanello

Caro Thiago Silva, lo sa che lei è riuscito a mettere d’accordo Berlusconi e Lula? Hanno entrambi considerato un affare il suo arrivo al Milan...
«Non conoscevo il particolare, me l’hanno riferito. E ammetto che la scoperta mi fa molto piacere».
Qualsiasi altro calciatore avrebbe perso il sonno al pensiero di dover rimpiazzare Paolo Maldini: a lei non è successo, come mai?
«Ognuno ha la sua personalità: io non ho mai tremato all’idea di giocare al posto di Maldini. Ho avuto un grande vantaggio: per sei mesi, mi sono allenato al suo fianco. L’accoglienza ricevuta e l’ottima organizzazione del club hanno fatto il resto».
D’accordo, ma nel frattempo, per quei sei mesi di inattività, ha perso il posto nella Seleçao...
«Non mi preoccupo, tra un po’ lo riconquisterò».
Dice ancora Maldini: quando Thiago Silva capirà come muoversi diventerà un numero 1. È così?
«Giocare in difesa, nel calcio italiano, contro i migliori attaccanti al mondo, è complicato. L’intesa con Nesta invece proprio no: basta giocare una-due volte insieme e alla terza capisci al volo».
Nello spogliatoi di Milanello chi ha preso il posto del vecchio capitano?
«Gattuso. Parla in modo strano ma io lo capisco».
I brasiliani stravedono per Kakà o Ronaldinho: come mai ha deciso di giocare in difesa?
«Ho cominciato da centrocampista e la scuola mi ha giovato arretrando di posizione. Juan e Gamarra sono stati i miei modelli, qui in Italia mi accostano a Cannavaro e Cordoba e il paragone mi lusinga».
Sarà per l’altezza?
«Forse. O perché mi esalto nel gioco aereo».
Ronaldinho dopo Kakà: ce la farà?
«A giudicare dall’impegno e dalla bravura con cui ha giocato la prima, a Siena, mi pare proprio di sì».
Che ha pensato quando l’ha visto salire sul tavolino e fare il giuramento davanti alla squadra?
«Ho pensato: se uno come Ronaldinho, col suo passato e col suo nome, si assume una responsabilità del genere, è perché sa di poter onorare la promessa».
Ibrahimovic e Kakà: chi mancherà?
«I due sono diversi uno dall’altro, hanno caratteristiche simili per certi versi ma la conclusione è una sola: hanno perso tanto sia Inter che Milan».
Amauri è pronto a diventare azzurro: in Brasile lo considerano un traditore?
«La gente non deve giudicare. Solo lui, l’Amauri, può sapere se è felice nell’indossare la maglia della nazionale italiana. Il Brasile non l’ha cercato, buon per Lippi».
Nel derby le toccherà debuttare contro Eto’o, velocissimo: ha in mente come fermarlo?
«Non l’ho mai incrociato prima di sabato ma sono uno studioso di calcio e mi diverto, nelle ore libere, a vedere partite. Nel Barcellona andava come una motoretta: se non vuoi perderlo di vista subito, non devi andare in contrasto su di lui».
Il Milan può fidarsi dell’Inter fermata dal Bari?
«Sarebbe un errore. L’Inter ha una squadra completa in ogni reparto, ha investito molto sul mercato, è guidata dal miglior allenatore al mondo. Eppure la legge del derby, a Rio come a Milano, è la stessa: non c’è uno più forte dell’altro in queste sfide».
Leonardo è sempre alla ricerca di un difensore: ha qualche suggerimento?
«Durante le Olimpiadi ho visto all’opera Rafinha, il difensore dello Schalke 04: è un amico ma è anche molto valido».
Come va in Italia?
«Ho sofferto il trasferimento a Mosca, sono stato bene a Oporto. Ho viaggiato poco: unica eccezione Venezia. Tornerò in quella città con i miei familiari».

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