Per l’Italia la porta resta aperta. Roma potrebbe ancora riuscire a uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo, a condizione che la revisione dei conti pubblici attesa nei prossimi giorni porti il disavanzo del 2025 sotto la soglia del 3 per cento del Pil.
A indicare questa possibilità è stato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, interpellato da Bloomberg sulle prospettive dei conti italiani. Alla domanda sulla possibilità che l’Italia riesca ancora a centrare l’obiettivo, il commissario ha spiegato che l’ipotesi “non può essere esclusa”. “Se il deficit di bilancio è inferiore al 3% del Pil, è certamente una possibilità”, ha aggiunto.
L’appuntamento decisivo - almeno per una prima fotografia dei conti - è fissato per il 22 settembre. Quel giorno l’Istat pubblicherà il nuovo aggiornamento dei conti nazionali. L’ultima stima diffusa aveva indicato per il 2025 un rapporto tra deficit e Pil del 3,1 per cento, in miglioramento rispetto al 3,4 per cento registrato nel 2024 ma ancora appena al di sopra della soglia europea.
Una revisione al ribasso potrebbe dunque cambiare il quadro e aprire la strada all’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo. Il passaggio sotto il 3 per cento rappresenterebbe infatti uno degli elementi necessari per consentire a Bruxelles di valutare la chiusura della procedura.
I tempi, tuttavia, non dipenderanno soltanto dai numeri che arriveranno dall’Istat. Dombrovskis ha precisato che sarà necessario attendere anche la certificazione dei dati da parte di Eurostat. L’ufficio statistico europeo ha fissato al 21 ottobre la pubblicazione della seconda notifica del 2026 sui dati relativi a deficit e debito.
Solo allora il quadro sarà completo. Per il momento l’ultimo dato ufficiale italiano resta quindi quel 3,1 per cento che separa Roma dalla soglia prevista dalle regole europee. Ma, come chiarito dallo stesso Dombrovskis, la possibilità che la revisione dei conti permetta all’Italia di scendere sotto il limite resta sul tavolo.
