Sulla vigilanza finanziaria europea passa la linea italiana. L’Ecofin ha approvato il pacchetto per l’integrazione dei mercati dei capitali con 25 voti e l’astensione del Belgio, seguendo l’approccio graduale chiesto da Roma fin da maggio: l’Esma, l’Authority comunitaria, vigilerà direttamente su otto piattaforme invece di dodici, tra cui Borsa Italiana con Euronext, mentre alla Consob resteranno i controlli sugli abusi di mercato.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, aveva avvertito che il modello della vigilanza bancaria non è replicabile in automatico sui mercati. «Ritengo che raggiungere un compromesso tra 27 Paesi sia un grande successo politico», ha detto il titolare del Tesoro. «Chiaramente capisco le obiezioni della Commissione, ma in questo caso il detto che il meglio è nemico del bene si addice molto e noi guardiamo al bicchiere mezzo pieno». Il pacchetto, per Giorgetti, «rafforza l’integrazione dei mercati europei». La centralizzazione, ha spiegato, «deve concentrarsi sulle attività e sulle infrastrutture per le quali una dimensione europea della vigilanza produce un reale valore aggiunto», e un’Esma più forte «non richiede di rinunciare però alle competenze presenti a livello nazionale». Quanto ai costi, servirà «un quadro di finanziamento sostenibile che preveda un ruolo crescente per il bilancio europeo». A guidare l’Autorità sarà un italiano: l’Ecofin ha nominato presidente dell’Esma il commissario Consob Carlo Comporti, già nel comitato esecutivo, che dal primo novembre prenderà il posto di Verena Ross per cinque anni.
