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Pnrr: impiegato meno del 60% dei fondi. Timori per le scadenze

Il vero motore del Pnrr locale resta il comparto dei Comuni, che detiene il primato sia per numero di progetti (oltre 65mila sui 96mila totali) sia per volumi finanziari gestiti (24,5 miliardi)

Pnrr: impiegato meno del 60% dei fondi. Timori per le scadenze
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A che punto è davvero il Pnrr nei territori italiani? A fotografarne lo stato è la Sezione autonomie della Corte dei conti, che nel suo ultimo referto restituisce l’immagine di un cantiere vasto, complesso e ancora in piena evoluzione. I numeri raccontano di un avanzamento significativo sul piano finanziario, ma anche di difficoltà fisiologiche di un piano senza precedenti per dimensioni e ambizioni. Al 28 agosto 2025 risultano impegnate il 59,2% dei 60,8 miliardi delle risorse destinate agli interventi territoriali, mentre i pagamenti viaggiano sotto la soglia del 30% del costo totale. Un dato che, secondo i magistrati contabili, rispecchia la struttura del piano dei costi: circa un terzo dei progetti finanziati con fondi Pnrr (19,3 miliardi su un totale di 58,6) risulta realizzato.

Il vero motore del Pnrr locale resta il comparto dei Comuni, che detiene il primato sia per numero di progetti (oltre 65mila sui 96mila totali) sia per volumi finanziari gestiti (24,5 miliardi). Migliaia di progetti disseminati sul territorio nazionale, spesso di dimensioni contenute, ma capaci di incidere direttamente sulla vita quotidiana delle comunità. Regioni e Province autonome, invece, amministrano un numero inferiore di interventi, mediamente più onerosi e complessi, con tempi di realizzazione inevitabilmente più lunghi.

Dal punto di vista geografico, il Mezzogiorno supera stabilmente la soglia del 40% delle risorse, mentre nel Nord Ovest si concentra la quota più rilevante dei finanziamenti complessivi. A pesare sull’avanzamento è soprattutto la natura degli interventi: i lavori pubblici, che assorbono oltre due terzi delle risorse, procedono più lentamente rispetto ad acquisti di beni, servizi o contributi, scontando la complessità delle opere e l’allungamento dei tempi di esecuzione.

Non mancano, inoltre, elementi di tensione finanziaria.

Gli enti territoriali hanno spesso anticipato risorse proprie, con uno scarto di oltre tre miliardi tra pagamenti effettuati e trasferimenti ricevuti.

Sul piano procedurale, la maggior parte dei progetti è oggi nella fase di esecuzione o di collaudo. Qualche ritardo emerge, ma i dati suggeriscono anche una progressiva accelerazione.

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