Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 18:54
Europa

“Scorte per almeno 72 ore”. L’Ue rilancia il piano per prepararsi alle emergenze

Dall’acqua potabile alle batterie, passando per alimenti e farmaci: Bruxelles insiste sulla necessità di rendere le famiglie autosufficienti. Sullo sfondo anche i timori legati alla sicurezza del continente

Scorte e protezioni: gli Usa si preparano all'arrivo dell'uragano Dorian 7

Tre giorni di autonomia per affrontare un’emergenza, senza dipendere dall’arrivo immediato dei soccorsi. È questo l’obiettivo delle nuove raccomandazioni presentate dalla Commissione europea, che invita i cittadini a preparare kit di sopravvivenza con acqua, alimenti, medicinali e altri beni di prima necessità. Un piano pensato per fronteggiare scenari che vanno dalle calamità naturali ai blackout, fino agli attacchi informatici e ai possibili conflitti armati.

A illustrare le nuove indicazioni è stata Hadja Lahbib, commissaria europea per la Preparazione e la Gestione delle crisi, durante il nono Forum europeo sulla Protezione civile a Bruxelles: “Quando si verifica un disastro, le prime ore possono essere decisive. Ogni cittadino europeo dovrebbe sapere cosa fare, come proteggere la propria famiglia e come aiutare gli altri”. Le prime 72 ore vengono considerate particolarmente delicate, perché rappresentano il tempo necessario per organizzare e mobilitare gli interventi di soccorso.

Le linee guida prevedono la predisposizione di zaini pronti all’uso, da utilizzare anche in caso di evacuazione improvvisa, e suggeriscono alle famiglie di elaborare un piano di emergenza. Tra le competenze ritenute utili figurano il primo soccorso e persino la capacità di cucinare senza energia elettrica. Ma Bruxelles guarda anche alle scuole, proponendo di inserire nelle normali attività didattiche esercitazioni e percorsi formativi dedicati alla gestione delle catastrofi. “Sapere cosa fare quando suonano le sirene dovrebbe essere naturale tanto quanto imparare a nuotare”, ha osservato la Lahbib.

Particolare attenzione viene riservata alle persone con disabilità, attraverso sistemi di allerta accessibili, procedure di evacuazione specifiche e trasporti adeguati. Un’altra raccomandazione riguarda la comunicazione delle emergenze, che dovrà essere chiara e comprensibile, anche per contrastare la diffusione di informazioni false o fuorvianti.

Le misure, non vincolanti, si inseriscono nella strategia europea adottata nel marzo 2025. A preoccupare la Commissione è soprattutto il deterioramento del quadro della sicurezza continentale. “Non siamo in guerra, ma non siamo nemmeno in pace. Viviamo in una pericolosa ‘zona grigia’, che potrebbe trasformarsi in una ‘zona rossa’ in un batter d’occhio”, ha avvertito il commissario, sottolineando la necessità di essere pronti al “peggio, incluso ...un conflitto armato in Europa”.

La Lahbib ha ricordato anche il blackout che ha paralizzato Spagna e Portogallo, esempio concreto di come un’emergenza possa propagarsi rapidamente, coinvolgendo servizi essenziali e infrastrutture. Nell’ultimo anno, ha aggiunto, il Meccanismo di protezione civile dell’Ue è stato attivato oltre 60 volte. Da qui la richiesta di maggiori risorse nel prossimo bilancio europeo e la proposta di istituire, a partire dal 2027, una Giornata europea della preparazione, da celebrare ogni 23 ottobre.

“Vogliamo essere vigili, non allarmati; preparati, non spaventati”, ha concluso la Lahbib. L’ambizione di Bruxelles è che, in futuro, avere uno zaino di emergenza vicino alla porta di casa diventi un’abitudine quotidiana, proprio come tenere un kit di pronto soccorso in automobile.

Commenti