"Sforzi comuni per contrastare flussi irregolari". Francia e Germania d'accordo con l'Italia sulla gestione dei migranti

Il ministro Piantedosi ha organizzato un trilaterale al Viminale con gli omologhi in vista dei prossimi appuntamenti europei

"Sforzi comuni per contrastare flussi irregolari". Francia e Germania d'accordo con l'Italia sulla gestione dei migranti
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Il ministro Matteo Piantedosi ha organizzato un vertice trilaterale al Viminale con gli omologhi francese e tedesco, Bruno Retailleau, Alexander Dobrindt, per fare il punto su quanto bisognerebbe fare come Europa in merito ai migranti. I temi sul tavolo dell'incontro sono stati prevalentemente maggiore rigore nel contrasto all'immigrazione illegale e per le politiche di rimpatrio, lotta ai trafficanti e regolamento sui Paesi sicuri. Dal vertice è emerso un "approccio condiviso", come si evince anche dalla nota condivisa dai tre ministri nella giornata di oggi.

"Compiere ogni sforzo per contrastare più efficacemente i flussi migratori irregolari e i trafficanti di esseri umani", è l'impegno assunto dai ministri, che hanno giudicato positivamente la nuova proposta di regolamento sui rimpatri presentata dalla Commissione europea, condividendo l'opportunità "di iniziative per rafforzare ulteriormente il quadro giuridico in materia di rimpatri". La maggior parte dei Paesi dell'Unione europea è concorde nel chiedere che vengano stabilite regole condivise e più stringenti per agevolare i rimpatri dei migranti irregolari, superando l'ostacolo dei cosiddetti Paesi sicuri che sta frenando il patto Italia-Albania.

Il "patto Ue su migrazione e asilo" entrerà pienamente in vigore entro il 2026, rivoluzionando le attuali procedure, ma sono numerosi i Paesi che stanno chiedendo un'accelerata per arrivare all'attuazione più rapida. L'obiettivo è armonizzare le regole e le procedure tra gli Stati membri per una gestione più efficiente e coordinata della migrazione. Il Patto prevede che persone che entrano irregolarmente nell'Ue vengano sottoposte a una procedura di screening obbligatoria, che includerà controlli di identità, sicurezza, salute e vulnerabilità, con un termine massimo di sette giorni per essere completata.

Il Patto introduce anche un nuovo sistema comune di rimpatrio per i cittadini di Paesi terzi presenti irregolarmente nell'Ue. L'obiettivo è semplificare e velocizzare le procedure, superando le difficoltà che spesso rendono i rimpatri lenti o impossibili.

Per le persone sottoposte a procedura di frontiera, il Patto prevede la possibilità di detenzione in strutture dedicate per un periodo di 12 settimane. Se la domanda viene respinta, la detenzione può essere prolungata per altre 12 settimane in attesa dell'espulsione.

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