«L'export italiano è cresciuto da 623 a quasi 650 miliardi di euro e punta ora a raggiungere quota 700 miliardi grazie alla collaborazione tra istituzioni, imprese e professionisti, considerati strategici per l'internazionalizzazione delle aziende. Nonostante le difficoltà legate ai dazi e ai conflitti internazionali, il governo ha predisposto un piano per l'export e una nuova Direzione generale del ministero degli Esteri dedicata alla crescita internazionale delle imprese, con il supporto attivo delle ambasciate italiane». Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, in apertura dell'Annual International Meeting (Aim) 2026, promosso da Confprofessioni e Apri International, che si è svolto a Roma nel centro congressi di Palazzo Rospigliosi.
«Il risultato conferma la qualità del Made in Italy e il valore della filiera produttiva nazionale. Centrale anche il ruolo delle professioni - ha aggiunto Tajani -, valorizzato dall'accordo con Confprofessioni e dall'equiparazione dei liberi professionisti agli imprenditori per l'accesso ai fondi europei. L'export, che vale quasi il 40% del Pil, resta uno dei principali motori dell'economia italiana, sostenuto anche dalla
diversificazione dei mercati internazionali».
Francesco Lollobrigida, ministro dell'agricoltura, si è rivolto alla platea con un videomessaggio: «Le libere professioni sono ambasciatrici del saper fare italiano e svolgono un ruolo strategico nella crescita economica e nell'internazionalizzazione del Paese. Il governo Meloni ha rafforzato il sistema fieristico e aumentato le risorse per l'Ice, puntando sulla promozione del Made in Italy nel mondo. Qualità, innovazione e ricerca restano i principali punti di forza dell'Italia, insieme al contributo dei professionisti e dei corpi intermedi a sostegno del sistema produttivo nazionale».
Maria Elena Boschi (Italia Viva) ha indicato nell'export una priorità strategica per rilanciare la crescita economica italiana, evidenziando come il Pil sia cresciuto poco negli ultimi anni a causa della debole domanda interna e del rallentamento delle esportazioni, aumentate appena dello 0,2%. Un dato lontano da quello di altri Paesi europei, come la Spagna, dove l'export ha trainato la crescita. È necessario investire sulle eccellenze italiane e sui settori ad alto valore aggiunto, rafforzando il sostegno alle imprese attraverso politiche pubbliche e competenze professionali
capaci di accompagnare soprattutto le Pmi nei mercati esteri».
Andrea Di Giuseppe (Fdi) ha sottolineato il valore della riforma del ministero degli Esteri e del ruolo delle ambasciate come piattaforme operative per le imprese italiane che vogliono investire all'estero.
Centrale anche il contributo dei professionisti, evidenziato da Cinzia Pellegrino (FdI), soprattutto in materie complesse come contrattualistica internazionale, diritto commerciale e finanza islamica.
Secondo Nazario Pagano (Forza Italia) la crescita delle pmi passa attraverso una
strategia orientata all'export e al rafforzamento della rete diplomatica italiana. Si tratta di una trasformazione significativa che ora deve diventare parte integrante della cultura e delle abitudini degli imprenditori italiani.