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Strage di Capaci, 34 anni dopo. Meloni: "Memoria per futuro libero da paura". Mattarella: "Eredità di Falcone e Borsellino patrimonio etico della democrazia"

Il ministro Piantedosi: "Ricordare Falcone è riaffermare la forza contro le mafie". Il presidente Mattarella: "Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme"

Strage di Capaci, 34 anni dopo. Meloni: "Memoria per futuro libero da paura". Mattarella: "Eredità di Falcone e Borsellino patrimonio etico della democrazia"
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Sono trascorsi esattamente 34 anni dalla tragica esplosione passata alla storia come la strage di Capaci evento che ha segnato, in maniera indelebile, la storia della Repubblica e la coscienza collettiva del Paese. Una strage che ha rappresentato un punto di non ritorno, uno spartiacque tra un “prima e un dopo”, cambiando profondamente il modo di intendere il valore della legalità, della giustizia e dell’impegno civile contro ogni forma di criminalità mafiosa. A distanza di oltre tre decenni, la straordinaria partecipazione istituzionale, civile e associativa alle iniziative commemorative testimonia quanto il sacrificio, del Giudice Giovanni Falcone, della Giudice Francesca Morvillo e degli agenti della Polizia di Stato Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro continui a vivere nella memoria del Paese, alimentando una sempre più diffusa cultura della legalità e dell’antimafia, oggi patrimonio condiviso della società italiana.

Strage di Capaci, gli appuntamenti nella giornata commemorazione

In occasione del 34° anniversario della strage di Capaci, il 23 maggio, la Polizia di Stato di Palermo è impegnata in una serie di iniziative commemorative dedicate al ricordo delle vittime delle stragi mafiose del 1992. Le commemorazioni hanno avuto inizio, come di consueto, con la deposizione di una corona d’alloro presso la Stele di Capaci, il monumento ai caduti posto sull’autostrada A29, nel tratto compreso tra l’aeroporto di Palermo e la città, devastato il 23 maggio 1992 da circa 500 Kg di tritolo.

Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ed il Capo della Polizia Prefetto Vittorio Pisani, hanno deposto una corona sul luogo della strage di Capaci, sull'autostrada, "per rendere omaggio al sacrificio di questi Servitori dello Stato".

Nel corso della cerimonia, poi, si procederà allo svelamento del Quadro contenente il brevetto del Ministro dell’Interno, relativo al conferimento, da parte del Presidente della Repubblica, della Medaglia d’oro al Merito civile, alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, impegnati nei servizi di Scorta e Tutela. A seguire verrà celebrata, all’interno della Cappella della Caserma Pietro Lungaro, una Santa Messa in suffragio dei Caduti della Strage di Capaci officiata dal Cappellano della Polizia di Stato, Don Massimiliano Purpura. All’interno dell’Aula Corona della predetta caserma Lungaro seguirà la proiezione del docufilm 'I ragazzi delle scortè, con una puntata dedicata alla storia dell’Agente Scelto Rocco Dicillio.

Alle 17:58, ora in cui avvenne la strage di Capaci, un minuto di raccoglimento precederà l’esecuzione del Silenzio di Ordinanza, che verrà eseguito contestualmente presso l’Ufficio Scorte, presso la Stele di Capaci e presso l’Albero Falcone. Le celebrazioni si concluderanno alle 19 presso la Chiesa di San Domenico con una Santa Messa in suffragio delle vittime.

Meloni: "Da memoria e scelte quotidiane un futuro libero dalla paura"

"Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro", le parole di Giorgia Meloni sui social.

E ancora: "Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato. Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l'importanza della legalità e dell'impegno civile. Perché è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza".

Piantedosi: "Ricordare Falcone è riaffermare la forza contro le mafie"

"Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati ogni giorno nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. Falcone e i suoi uomini conoscevano i pericoli, erano consapevoli dei rischi eppure scelsero di restare, di continuare a lottare contro la criminalità organizzata. Perché ci sono battaglie che non si possono abbandonare", ha detto il ministro Piantedosi.

"Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione. La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità", ha continuato.

Mattarella: "Eredità di Falcone e Borsellino è patrimonio etico della democrazia"

La mafia "voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini. Un impegno che non ha mai sosta, per combattere le zone grigie, l'indifferenza, le metamorfosi della piovra criminale".

Lo scrive il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione nella "Giornata della legalità". "Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme. L'eredità di Falcone e Borsellino - sottolinea il capo dello Stato - costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani".

Fontana: "Memoria che richiama responsabilità e coraggio"

"A trentaquattro anni dalla strage di Capaci, il pensiero va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta assassinati dalla mafia: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Quel giorno segnò profondamente la coscienza nazionale e mostrò tutta la brutalità della criminalità organizzata, contrastata con coraggio da uomini e donne che scelsero di servire il Paese, il bene comune e di difendere l'ordine democratico.

La loro testimonianza continua a rappresentare un richiamo forte all'impegno e alla necessità di lottare costantemente contro ogni forma di minaccia mafiosa". Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

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