«Il fantasma Pdl» Ma poi il Corriere cambia il fondo

L’inghippo, magari, era già nascosto in quel titolone schietto e perentorio: «Il fantasma di un partito» ovvero «la crisi d’identità del Pdl». Invece a sparire come un ectoplasma, o quasi, è stato l’articolo in questione, il fondo firmato da Ernesto Galli della Loggia sulla prima pagina del Corriere della Sera di ieri. Un pezzo scritto, impaginato, andato in tipografia, passato per le rotative. Addirittura già evidenziato a mezzanotte durante la rassegna stampa di Sky Tg24. E però mai pervenuto al mattino dopo nelle edicole, per lo meno quelle italiane, sostituito da un altro commento, quello di Sergio Rizzo dedicato al nuovo pacchetto anti-corruzione varato dal governo. Operazione facilmente smascherata dai lettori del quotidiano all’estero, per esempio a Parigi, dove difatti è uscita l’edizione precedente al cambio in corsa. Per un altro disguido, il sito Corriere.it ieri ha riportato per alcune ore il fondo «fantasma». In tutti i sensi.
Per tutto il giorno, il «giallo» mediatico che ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori è stato il «delitto» consumato nelle segrete stanze di via Solferino. Insomma - ci si è chiesto -, chi e soprattutto perché ha cassato l’editoriale di Galli della Loggia evitandone la pubblicazione? S’è subito scatenata la ridda delle ipotesi, si sono sprecate le analisi sulla linea editoriale del Corrierone negli ultimi anni e le solite dietrologie. Nel tentativo di placare il bailamme è intervenuto il direttore Ferruccio de Bortoli in persona: «Per un errore tecnico, la testata online del Corriere della Sera ha riportato oggi un articolo di Ernesto Galli della Loggia che la direzione aveva deciso, ieri a tarda sera, di rinviare di un giorno per lasciare spazio a un editoriale di Sergio Rizzo». Tuttavia, come si può notare osservando la prima pagina pubblicata all’estero, questo pezzo era già presente nella versione originale, in un’altra posizione, cioè di «spalla» a destra. È stato quindi spostato. Seconda parte della nota diffusa da De Bortoli: «Sempre per lo stesso errore tecnico, è stata inviata a Sky per la rassegna stampa una bozza provvisoria della prima pagina, poi cambiata, che non è mai stata date alle stampe». Altro passaggio poco chiaro, perché lo stop è valso soltanto per la distribuzione in Italia. «L’articolo di Galli della Loggia - anticipa comunque il direttore - verrà pubblicato nelle edizioni di domani».
Ormai è tardi. Il fondo galeotto, particolarmente severo nei confronti del Popolo della Libertà, del premier e dei suoi collaboratori, nel pomeriggio circolava per intero sugli indirizzi internet più frequentati, da Dagospia al Foglio.it, con tanto di giochino «trova le differenze» tra le prime pagine del quotidiano milanese autorevole per definizione. Eccone uno stralcio: «La politica, infatti, non è vincere le elezioni e poi comandare - annota Galli della Loggia -, come sembra credere il nostro presidente del Consiglio; è prima avere un’idea, poi certo vincere le elezioni ma dopo anche convincere un Paese e infine avere il gusto e la capacità di governare: tutte cose a cui Berlusconi, invece, non sembra particolarmente interessato e per le quali, forse, un partito non è inutile». Sorge il sospetto che, dietro il mistero dei doppi fondi, ci sia stata una correzione di rotta. O un salvataggio in zona Cesarini.