Ci sono segnali che leconomia americana «si sta stabilizzando». È il giudizio espresso ieri dalla Federal Reserve, accolto positivamente da Wall Street, dove il Dow Jones ha chiuso a 1,3% e il Nasdaq a 1,47%. Come previsto, la banca centrale Usa ha deciso di lasciare invariati i tassi sui Fed funds nella forchetta compresa tra zero e 0,25%, un «livello eccezionalmente basso» come ha detto il presidente Ben Bernanke. Inoltre, è stato deciso di estendere fino a ottobre il programma di acquisto di titoli di Stato, che verrà però gradualmente rallentato.
Su un ritorno degli Usa a una crescita già nel terzo trimestre di questanno la Fed ha preferito non sbilanciarsi, pur confermando il miglioramento del clima congiunturale delineatosi con la modesta contrazione del Pil tra gennaio e marzo (-1%) e il calo della disoccupazione (al 9,4% in luglio). «Leconomia mostra segnali di ripresa - spiega la banca centrale -, i mercati finanziari si sono rafforzati nelle ultime settimane e linflazione, nonostante il rialzo dei prezzi del petrolio e delle materie prime, resta sotto controllo». Quanto ai consumi, la Fed segnala un primo recupero, condizionato tuttavia dalla crisi del mercato del lavoro.
Gli economisti interpellati dal Wall Street Journal non hanno comunque dubbi: la recessione è finita, leconomia crescerà del 2,4% tra luglio e settembre e Bernanke merita di essere riconfermato alla guida della Fed «per aver stabilizzato i mercati». Ottimista su «una crescita che potrebbe partire prima del previsto» è infine Jurgen Stark, membro del direttivo della Bce.