Ferrara ha lanciato la sfida a Mourinho, ma il derby d’Italia è Genoa-Samp

Non si può mai stare tranquilli. Non basta neppure stendere il Milan 4-0, che il giorno dopo appare Diego come un incubo e l’Inter già capisce con chi ha a che fare: la Juve. Il campionato insomma è davvero il derby delle figurine e quelle bianconere hanno un valore assoluto: forse pochi avrebbero scommesso su Ciro Ferrara in panchina, ma i 50 milioni di euro spesi dalla società per mettere insieme Diego e Felipe Melo hanno dato in mano al giovane tecnico una fuoriserie che lui ha già imparato a guidare. E il segnale è chiaro: fuori Del Piero e dentro il nuovo fenomeno. Per carità, Alex verrà sicuramente utile, ma era arrivato il momento di svoltare e la Juve l’ha fatto. Risultato: una squadra in certi momenti straripante, con grande fantasia brasiliana capace di mimetizzare i problemi che ancora ci sono. Resta infatti ancora una domanda: la difesa ce la farà? Intanto però c’è Diego: classe, fantasia e cento per cento nel rapporto tra tiri e gol. Se il fisico regge sarà il fenomeno del campionato.
La Juve per ora è avanti e il merito è della vittoria con il Chievo alla prima giornata, paragonabile a quella dell’Inter con il Bari nella fatica ma non nel risultato. Simile anche la prova delle due rivali in questo fine settimana: Josè Mourinho ha fatto vedere di aver già trovato la formula, nonostante qualcuno vaticinasse - è capitato davvero! -il ritorno imminente di Mancini sulla panchina dell’Inter. Nel derby si sono visti sprazzi di bel gioco e poco importa che questo sia avvenuto dopo il primo gol, perché è proprio quel gol l’essenza di una squadra che sa giocare al calcio. Thiago Motta e Milito sono l’anima, Eto’o può fare solo meglio, Maicon giustifica la fiducia di Mourinho che lo dichiarò unico incedibile: «Se se ne va lui, me ne vado io». Era il famoso 0,1%.
È derby insomma, anzi sono due: in testa con la Juve infatti c’è la Lazio di Julio Cruz (ricorda qualcuno Josè?), ma soprattutto ci sono Genoa e Samp, e non è un caso. A Marassi si è visto il solito Cassano-show, proprio nel giorno in cui Marcello Lippi lo ha nuovamente ignorato compilando le convocazioni per le sfide con il palio il Mondiale. A Bergamo invece il Genoa ha dato prova di maturità: dopo la sfida di giovedì in Europa League il rischio era quello di rilassarsi. Non è successo. E forse per questo Juve e Inter non possono ancora pensare che il derby del campionato sia già cosa loro.

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