Al Filatoio di Cariglio quadri antichi e del Novecento sul tema della rosa

La mostra, "Rose, purezza, passione nell’arte dal 1400 a oggi" allestita al Filatoio di Caraglio (Cuneo) è apeta fino al 25 ottobre. Un ritratto di Giovanni Boldini del 1901 raffigurante una donna con cappello decorato con rose purpuree apre l’esposizione che narra il mito greco che la rosa nacque dalla stessa schiuma divina che fece apparire Afrodite dal mare

Al Filatoio di Cariglio quadri antichi e del Novecento sul tema della rosa

Madonne rosa, l’arte di un petalo. Da sempre il mese di maggio era definito il mese delle rose legate alla festività della Madonna, Ma con il cambiamento del clima le fioriture si sono moltiplicate anche in altri mesi. Si parla di un minimo di dieci boccioli all’anno per ogni pianta. Si sfaldano tra le dita di una mano, profumano, galleggiano sull’acqua specie nei paesi arabi, il loro aroma inebria e c’è anche chi sostiene che in camera da letto concilia in sonno. Antichi scrittori hanno detto: «Il letto è come una rosa, chi non dorme si riposa». Fioriscono vicino al trono della Vergine Maria, sante e peccatrici ne vengono circondate nei ritratti. Di specie ce ne è mille. Gioielli, oggetti d’arte e tessuti le riproducono da sempre e da sempre sono segno di galanteria. Glia rchitetti anche nei giardini più minimalisti non mancano di rendere omaggio alla «Signora dei fiori». Le rose simboleggiano la santità e la lussuria al tempo stesso. La mostra, «Rose, purezza, passione nell’arte dal 1400 a oggi» allestita al Filatoio di Caraglio (Cuneo) fino al 25 ottobre a cura del Comune è accompagnata da un ricco catalogo curato da Andreina d’Agliano e Alberto Cottino, edito da Silvana. Un ritratto di Giovanni Boldini del 1901 raffigurante una donna con cappello decorato con rose purpuree apre l’esposizione che narra il mito greco che la rosa nacque dalla stessa schiuma divina che fece apparire Afrodite dal mare. La prima rosa che emerse era bianca, varietà rossa, rosa, gialla, vennero dopo. Si dice che la rosa rossa fosse irrorata di sangue di Adone: bellezza, amore e morte. In alcuni versi del «Cantico dei cantici» la rosa divina venne cresciuta nel giardino della Madonna per diventare definitivamente l’emblema della purezza. La mistica rosa ebbe anche la sua valorizzazione nel periodo medioevale e la rassegna di Caraglio offre una preziosa «Vergine fiamminga» seduta in un giardino tra una fontana gotica e una panca fiorita: una tavola pittorica davvero affascinante. Dell’acqua di rose fino al Rosario è un intreccio di ghirlande...ogni fiore, ogni seme è una preghiera. Madonne barocche e santi in estasi si riflettono nelle belle sale simbolo di qualità di passione, di purezza e di timore umano. I petali di questo fiore si ispirano anche al sesso, alla sensualità. I petali danno un senso di rinascita. La corolla è magica e sta a indicare la fragilità della vita. Le porcellane, le pale d’altare, i decori di ville, fontane e cancelli, non si modificano nel tempo, continuano una tradizione antichissima. Tra l’800 e il ’900 diventa ancora più decorativa senza perdere i suoi significati mistici e simbolici. Il mondo della moda la simboleggia e la innalza come la «regina dei fiori» e la letteratura la celebra a modo suo: «Dai fiori del male» di Beaudelaire, al «Piccolo Principe» di Saint Exupery fino alla icasticità di Gertrude Stein per la quale «Una rosa è una rosa, una rosa è una rosa». Dominio anche della poesia, questo nobile fiore viene persino trattato chimicamente, tanto da fare diventare le rose dei veri gioielli, veri giri illegali che partono dal Sud America, piantagioni che fanno uso di pesticidi dove muoiono bambini e donne ma che portano le rosa al mercato di Amsterdam come azioni finanziarie di una vera «borsa». In questo caso possiamo dire «Progresso uguale a regresso».

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