«Finalmente un Prg degli impianti sportivi»

«Finalmente un Prg degli impianti sportivi»

Una necessità per garantire più armonia nella diffusione delle discipline sportive in città. Eppure nessuno, prima della Giunta Alemanno, aveva pensato a un piano per gli impianti sportivi. Alessandro Cochi, delegato capitolino allo sport, ci spiega i dettagli del provvedimento e affronta a tutto campo le numerose questioni che interessano gli sportivi romani.
Qual è lo stato dei lavori del piano regolatore degli impianti sportivi?
«È stato approvato in Giunta a febbraio. Si compone di 4 fasi. Siamo alla prima, cioè al monitoraggio e censimento degli impianti, sia comunali che privati, che durerà altri 4 mesi. Stiamo facendo un lavoro certosino, in 18-24 mesi abbiamo programmato di presentarlo alla cittadinanza. Andremo a scovare anche le palestre sotto i condomini».
Può già dare qualche dato?
«Roma è dotata di circa 150 strutture comunali con discipline diversificate, ne servirebbero altrettante. Viste le esigue risorse in bilancio, siamo orientati a ricorrere ai finanziamenti privati in project-financing».
Le zone più carenti?
«I campi di golf e di rugby sono per esempio concentrati a Roma Nord mentre nella zona Sud sono pressoché inesistenti».
È la prima volta che viene approvato un provvedimento del genere?
«Sì. E ritengo scandaloso che negli ultimi 15 anni non si sia fatto nulla per lo sport con raziocinio. Motivo per il quale ora in XI municipio abbiamo 10-11 poli natatori e in altre periferie neppure uno. Questa completa disarmonia non favorisce, per esempio, le atlete della Nazionale di Ginnastica, costrette a emigrare a Latina per scarsità di centri federali. Per il nuoto sono contento che non sia così». Capitolo stadi di Roma e Lazio.
«Per la Lazio l’ipotesi più concreta è realizzare l’impianto sulla Tiberina, il progetto c’è già, forse va smussato con gli organi competenti. La Roma la vedo più in difficoltà».
Quali interventi avete previsto per il calcio dilettantistico?
«Posso assicurare al 99% che la Romulea Calcio, società nata nel 1921, cancellata di fatto da Veltroni, rimarrà a via Farsalo. Stiamo trovando lo spazio per i due campi di calcetto dove si allenano gli atleti».
Riusciremo a vedere sfrecciare nella Capitale i bolidi di Formula Uno?
«Il progetto di pre-fattibilità, presentato da Alemanno e dall’organizzatore Maurizio Flammini, ha convinto anche le anime più critiche. Al 70% nell’estate del 2012 avremo il Gran Premio a Roma. E non solo per un anno, altrimenti sarebbe una scelta anti-economica. Il circuito non passerà sulla Colombo». Quanto vale l’indotto?
«Si calcolano almeno 10 mila posti di lavoro in più, stagionali ma stabili nel tempo. In più, l’indotto turistico va dai 500 milioni al miliardo di euro».
Campidoglio e lotta al doping.
«Siamo molto impegnati su questo fronte. Non è vero che il doping c’è solo nelle pratiche di vertice ma anche nelle palestre amatoriali. Abbiamo fatto progetti di sensibilizzazione con distretti scolastici e Coni provinciale».
Le discipline più coinvolte?
«Ciclismo e body-building».
Novità in vista per le due ruote?
«Comune, Regione, XII Municipio e Federazione stanno studiando i dettagli del futuro velodromino che verrà realizzato al Torrino».

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