Finanza sostenibile e lotta al gender gap: che legame c'è?

La chiusura del gender gap, sia in termini di rappresentanza delle donne che di paga, è uno degli obiettivi delle strategie più avanzate di finanza sostenibile

Finanza sostenibile e lotta al gender gap: che legame c'è?

L'inclusività di genere è ritenuto uno degli obiettivi più importanti per far combaciare adeguatamente un'istituzione finanziaria agli standard Esg sempre più pesanti nel moderno contesto finanziario. Oltre all'impatto ambientale (Environment) e a quello sociale (Social), il principio Esg valorizza anche la sostenibilità in termini di Governance, ultima e spesso più trascurata lettera della sigla. A cavallo tra l'aspetto sociale e quello di governance si inserisce il tema dell'inclusione femminile nel contesto finanziario.

Una finanza più sostenibile dovrà essere, in futuro, una finanza in cui a uomini e donne sia dato uguale opportunità di sviluppo di carriera: cambieranno le necessità di valutazione dei parametri e i ritmi di lavoro e pertanto dovrà cambiare anche la configurazione di team, percorsi di carriera, competenze richieste. Come ha scritto WeWealth, "secondo gli ultimi dati dell'indice sulla parità di genere dell'European institute for gender equality" nel settore dell'inclusione femminile nella comunità finanziaria "l’Italia si colloca al 14° posto in Europa". Il Paese anche in tale settore "sconta un ritardo non solo nell'ambito del potere (ovvero nell'ccesso più o meno paritario sul fronte politico, economico e sociale) ma anche nell'allocazione del tempo (basti pensare al tempo dedicato ai lavori domestici o alla cura dei figli, delle persone anziane o dei disabili) e nella conoscenza". Grande opacità è invece presente, in forma generalizzata, sul gender pay gap con ancora l'80% delle aziende italiane che non pubblicano alcuna informazione in materia.

Su questo fronte un raro esempio è rappresentato da "Womenomics", rapporto curato dalla banca d'affari Goldman Sachs, il quale ha sottolineato che le aziende finanziarie maggiormente in grado di promuovere donne a ruoli manageriali hanno registrato migliori prestazioni ma che al loro interno il gender pay gap continua a essere tra il 12% e il 18%.

In quest'ottica, al pari della focalizzazione ambientale, una maggiore focalizzazione sulla diversità di genere può a detta degli analisti aiutare le imprese, e la finanza in particolare, a non rimanere ingessate sugli standard tradizionali di gestione e governance. Questa è anche la lezione che, nei Paesi in via di sviluppo, viene dal microcredito, forma di finanza sostenibile in cui prestiti mirati allo sviluppo di mercati e imprese sono in larga parte affidati a donne, in stragrande maggioranza madri di famiglia, per creare disruption e discontinuità nei settori economici. Uno dei fronti su cui la finanza sostenibile si può muovere è quello dell'inserimento, verso le aziende clienti, del livello di diversità nel personale e nel management come chiave importante per l'accesso ai finanziamenti. L'inclusione femminile, la lotta ai divari di paga, strategie di contrasto a discriminazioni e problematiche spesso sopite sul luogo di lavoro e il contrasto alle discriminazioni hanno, per molti operatori, già un ruolo paragonabile ai target sulle emissioni nel giudicare un cliente come "sostenibile". Come riporta Itinerari Previdenziali, ad esempio "l'attenzione alla tutela dei diritti socio-ambientali, come la diversità di genere, è tenuta in considerazione da Etica Sgr nel processo di selezione degli emittenti da includere nei propri fondi d'investimento". Un esempio di fattore abilitante importante che mostra quanto la valorizzazione della diversità possa aprire la strada a diverse chiavi di lettura e di interpretazione dei sistemi economici dominanti. Nella consapevolezza che la finanza può essere veramente sostenibile se contribuisce a stimolare non solo crescita economica e sviluppo ma anche cambiamenti positivi nell'approccio del mondo industriale e produttivo alla società odierna.

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