Il finiano lascia e accusa: "Epurato dal premier"

Il vice presidente dei deputati Pdl conferma le proprie dimissioni, ma accusa: "Il Cavaliere ha chiesto la mia testa, questo partito non è democratico". Tutta la delusione di Berlusconi: "Non mi aspettavo tanto livore"

Il finiano lascia e accusa: "Epurato dal premier"

Roma - Colpo di scena in avvio di giornata. Non si farà nessuna riunione di gruppo del Pdl alla Camera. L’assemblea del gruppo parlamentare per discutere sulla lettera di dimissioni e su quella successiva di ritiro delle stesse del vicepresidente vicario Italo Bocchino è stata revocata. Lo ha reso noto l’ufficio stampa del gruppo. La decisione è stata presa perché, si legge sempre nel comunicato, è venuto meno l’oggetto della stessa in seguito alle dimissioni definitive dalla carica consegnate stamattina dall’onorevole Bocchino al presidente del gruppo. La notizia è stata annunciata ai deputati del gruppo per sms mentre erano impegnati nella seduta d’aula: "Gruppo Pdl - assemblea gruppo annullata per dimissioni definitive vicepresidente vicario Bocchino. Seguiranno comunicazioni. F.Cicchitto". Alcuni finiani interpellati al riguardo hanno assicurato che le dimissioni di Bocchino sono "irrevocabili".

Ma Bocchino fa polemica "È evidente il tentativo di Berlusconi in prima persona di arrivare a una epurazione mia per colpire l’area a me vicina". Così Bocchino ha spiegato la scelta di dimettersi da vice capogruppo vicario. "Essendoci stata una direttiva personale di Berlusconi - ha aggiunto - ho confermato le mie dimissioni per far comprendere che il nostro è un problema politico e non di posti". È lo stesso esponente finiano a svelare il retroscena. "C’è stata una direttiva di Berlusconi durante Ballarò - ha spiegato ai giornalisti alla Camera - che chiedeva la mia testa. Berlusconi commette un grave errore che è quello di colpire il dissenso, colpire chi è in vista per educarne cento. Ma questo non porterà il partito lontano. Non esiste un solo partito democratico dove possa accadere ciò che è accaduto oggi" prosegue l'ex vicecapogruppo che però rassicura: "Non c’è nessuna idea di dare vita a scissioni nel Pdl. Possono toglierci tutti i posti di responsabilità, ma continueremo a combattere dall’interno".

Berlusconi: "Basta sputtanare il partito" "Ho chiamato Bocchino l’altra sera quando doveva andare a Ballarò. Con me, devo dire, è stato anche un po' insolente. Gli ho detto che non si può andare in tv a fare sceneggiate coinvolgendo il partito. Tutti nel Pdl devono capire che non si può sputtanare il partito". Silvio Berlusconi ieri sera ha accolto a palazzo Grazioli alcuni senatori per la tradizionale cena di gruppo. Il premier ha raccontato di quanto sia stata difficile la mediazione affinché questa mattina non si arrivasse a una votazione che avrebbe spaccato ulteriormente il partito. "A volte - ha riferito il Cavaliere - mi verrebbe voglia di mollare tutto, non si può passare tutta una giornata a discutere per questioni di partito. Io ho un Paese da governare e dei problemi da affrontare e francamente è deprimente perdere così tanto tempo per certe cose...". Berlusconi ha poi concluso il suo ragionamento: "Io comunque non sono un irresponsabile e vado avanti. Sarà il partito ad affrontare certe cose".

La fedeltà di Fini "Abbiamo constato che tra di noi non c’è più amicizia, ora vediamo se c’e lealtà da parte sua. Lealtà nei confronti del Pdl, ma soprattutto degli elettori". Berlusconi ha spiegato di voler credere nella continuazione della legislatura. "Vedremo se sarà leale in parlamento. È chiaro che se qualcuno vuole assumersi la responsabilità di far cadere questo governo lo si vedrà in parlamento e a quel punto la strada per le elezioni sarà l’unica possibile". Per il premier comunque "una crisi di governo dovrà verificarsi su un fatto importante e non su questioni di basso profilo".

Fini in marcia verso Casini "I segnali venivano da lontano, dalla fine del governo Prodi, con il lancio del Pdl, ma non mi aspettavo questo tradimento. È stato come una coltellata". Berlusconi traccia un quadro del suo rapporto con Fini: "La rottura è insanabile, irriversibile. Ormai Fini guarda a Casini e a Rutelli. Non appartiene più al Pdl e al nostro elettorato". Il presidente del Consiglio, sempre secondo quanto spiegano le stesse fonti, ha trovato "invadente e ripetitiva" la sovraesposizione mediatica dell’ex leader di An: "Il fatto è - ha osservato ieri sera il Cavaliere - che trova sempre una solidarietà nei conduttori che cercano di far venire fuori la rissa".

Granata: "Gesto responsabile" "Un gesto di responsabilità". Così Fabio Granata, Pdl vicino a Fini, spiega le dimissioni irrevocabili del vicecapogruppo vicario dalla sua carica. "In una Italia in cui nessuno si dimette, da Bocchino è giunto un gesto di responsabilità. È venuto meno il rapporto di fiducia del vicecapogruppo vicario con il suo capogruppo, e sia chiaro però che le dimissioni non sono motivate da un giudizio negativo sull’operato di Bocchino. Ora, visto che c’è una situazione di stand by nel partito dopo la direzione, è giusto che ci sia uno stand by anche nel gruppo. Ma è anche chiaro che non ci debbono essere forzature. Non si pensi di calare dall’alto un altro vicacapogruppo vicario. Da adesso in poi le decisioni nel gruppo si prendono votando".

La Russa: "Soluzione che elima la tensione" "Si tratta di una soluzione concordata che elimina un momento di tensione". Lo afferma Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl e ministro della Difesa. "Io - prosegue - mi sono astenuto dal parlare direttamente con Italo e di fare il pontiere, però nell’ambito del Pdl, ho appoggiato questa soluzione per eliminare un momento di tensione e far sì che il partito cresca serenamente". Parlando del successore di Bocchino, il coordinatore del partito aggiunge: "Si può restare qualche giorno senza il vicario, ma a prendere ogni decisione sarà il gruppo parlamentare. La vera questione - conclude - è come si atteggia in Pdl in aula sia in termini di presenza che di coerenza sulle decisioni prese".

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