Fisco e casa: il balletto dei condoni

Ce n’è per tutti i gusti e per entrambi gli schieramenti: dagli stanziamenti per la floricoltura alle tasse per le lucciole. Un revival bipartisan nel quale non potevano mancare i condoni. La manovra, che servirebbe solo a mettere al sicuro i conti pubblici con una iniezione di 24,5 miliardi di euro, ai senatori deve essere sembrata una finanziaria anni Ottanta. Un testo da contrattare e modificare secondo il rito festoso delle vecchie sessioni di bilancio. E poco importa che tutti siano consapevoli che presto arriverà il maxiemendamento del governo e farà piazza pulita di tutto o quasi.
Nei 17 faldoni arrivati alla commissione Bilancio del Senato prima della scrematura, non poteva mancare il capitolo condoni e sanatorie. L’attenzione si è concentrata su quelli presentati dal Pdl. In particolare quelli firmati da Paolo Tancredi, estensore della gran parte delle proposte del Pdl. C’era quello fiscale che prevedeva la riapertura dei termini per aderire alla sanatoria del 2002. Una riapertura dei termini anche per la sanatoria edilizia del 2003 per gli abusi, realizzati fino al 31 marzo 2010, compresi quelli nelle aree sottoposte a vincoli paesaggistici. Proposte che hanno provocato un diluvio di proteste; una sconfessione pesante dal governo (il sottosegretario alla presidenza Paolo Bonaiuti ha escluso quello edilizio e il sottosegretario all’Economia Luigi Casero ha detto che via XX settembre non accetterà mai la riapertura di quello fiscale) e poi l’annuncio del ritiro da parte di Tancredi.
Ma anche la sinistra - un po’ più in sordina - ha fatto le sue proposte di sanatoria. Il tema è più politicamente corretto, fare emergere i clandestini che lavorano in nero, ma la sostanza è la stessa. Una proposta di modifica firmata da Emma Bonino, Marco Perduca e Donatella Poretti, esponenti radicali eletti con il Pd, chiede di introdurre nella manovra una «dichiarazione di emersione del lavoro irregolare» degli stranieri «privi di titoli di soggiorno». Anche in questo caso lo strumento è la riapertura dei termini della precedente sanatoria, quella del 2007. La domanda la deve fare chi ha assunto in nero i cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno, dietro il pagamento di 100 euro, e sempre che poi il datore si metta in regola con le leggi e i contratti di lavoro.
Non mancano i paradossi. Come quello che vede la Lega Nord proporre una sanatoria per falsi invalidi e medici che certificano la loro invalidità, fenomeno che è soprattutto meridionale. L’obiettivo è incentivare e l’emersione con uno «scudo», propongono i senatori della Lega Massimo Garavaglia e Gianvittore Vaccari, che faccia perdere l’assegno, ma annulli le ripercussioni penali.
Sanatorie a parte, ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto che la manovra «domini» l’agenda dei lavori parlamentari prima dell’estate e coniughi rigore e crescita. Un primo lavoro sarà proprio quello di scrematura degli emendamenti. Tra i tanti, c’è il contributo del 3% dalle pensioni oltre i 60mila euro (Lega), il raddoppio del taglio delle stock options dei manager, dal 10 al 20% (Pdl). Proposte comiche come quella bipartisan che stanzia un milione di euro per la ricerca sul «cinipide castagno» o i 13 milioni e 800mila euro per l’esposizione di Yeosu, in Corea, dedicata all’ortofrutta. Lavoro per gli uffici del Senato e per il governo, che dovrà cercare una sintesi.

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