Scoppia il caso della Fontana di Trevi "arcobaleno". Ieri il portavoce di Pro Vita&Famiglia Jacopo Coghe è intervenuto commentando un'iniziativa del "Grafica Pride" di Roma: "Ciò che accadrà il 19 giugno (oggi per il lettore) al Palazzo della Fontana di Trevi ce lo saremmo aspettati sotto l'egida del Ministero della Cultura di un Governo di estrema sinistra e non di centrodestra: chiediamo chiarimenti urgenti al Ministro Giuli e al Governo su questo vergognoso sperpero di soldi dei contribuenti". Ma veniamo ai fatti. Oggi il Palazzo della Fontana di Trevi aprirà eccezionalmente in orario serale per "Grafica Pride", una serata promossa dall'Istituto Centrale per la Grafica che "intreccia arte, musica, riflessione culturale e partecipazione" (così sul sito dell'Istituto). Dalle 20 alle 23, il pubblico potrà vivere il museo "nel segno dell'inclusione, della libertà espressiva e del dialogo tra patrimonio culturale e pubblici diversificati". Il programma prosegue con la presentazione del volume Musei, genere e queerness, e L'amore che non osa dire il suo nome, con le voci di Ilithyia Gothier e Céline Esprit, "per un momento dedicato alle esperienze, alle parole e agli immaginari del mondo queer". Non proprio dei temi che sembrino strettamente collegati alla mission dell'Istituto Centrale per la grafica, diretto da Fabio De Chirico, che pubblicizza l'evento con una locandina con il palazzo illuminato appunto ad arcobaleno. E da qui i dubbi di Pro Vita&Famiglia che ha posto l'accento anche sulla non neutralità dei relatori invitati da una istituzione che si regge contributo diretto dal Mic.
E in effetti ieri dal ministero si è appreso con stupore della scelta. Così il Mic rispondendo al Giornale: "Il Ministro è venuto a conoscenza soltanto oggi dai mezzi di informazione di questa iniziativa e ha ricevuto una lettera da alcuni consiglieri di amministrazione che esprimono il loro disaccordo in merito alla gestione dell'istituto centrale per la grafica. Il ministro accoglie con stupore la manifestazione in questione". E ancora direttamente il ministro Giuli: "Al di là del fatto che essa risulti più o meno inappuntabile sotto il profilo procedurale, la ritengo incoerente con le mie aspettative rispetto al lavoro dell'Istituto centrale della grafica, sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista della promozione culturale. Sono peraltro stupito dal fatto che l'iniziativa non abbia coinvolto né la Direzione generale musei né il Capo dipartimento né il Capo di gabinetto del Ministero né tantomeno il Ministro. C'è una procedura di accertamento in corso...".
Ovviamente il Ministro ha chiarito di non avere intenti censorii e di essere laico e libertario, "ma gli istituti culturali non sono la sede per diffondere questi messaggi".Si accusa spesso la destra di mirare all'egemonia culturale, nella realtà sembra proprio andare in altro modo.