Formigoni al 63 per cento doppia Penati La Lega è a soli tre punti dal Pdl

Per il sondaggio di Crespi il governatore è in netto vantaggio sul suo
rivale, il Carroccio vola. Salvini: "Non mi sorprende". De Corato: "Troppo presto"

Formigoni vola alto. A due mesi dal voto, il 63,1 per cento dei lombardi è pronto a consegnargli per la quarta volta le chiavi del Pirellone. Cambia la sede (il nuovo grattacielo è quasi pronto) ma non il governatore: la pensa così quasi il doppio degli elettori che invece hanno già deciso di schierarsi con il candidato del Pd Filippo Penati (il 35%). Il radicale Marco Cappato per ora strappa solo l’1,9 per cento dei consensi, mentre sono ancora tantissimi - il 21,6% - gli indecisi. Praticamente un lombardo su cinque. Crespi Ricerche ha svolto il sondaggio telefonico per l’agenzia di stampa Omnimilano tra il 15 e il 19 gennaio, contattando mille maggiorenni nella regione. E ad accendere il dibattito, più che le intenzioni di voto sui candidati presidenti sono quelle per le liste, e la partita che si gioca all’interno del centrodestra. Solo tre punti di distanza tra il Pdl e la Lega, ancora primo il Popolo della Libertà col 30,7% delle preferenze, ma il Carroccio ha preso la rincorsa ed è al 27,4. Insieme, superano il 58 per cento, mentre il Pd si ferma al 22,7%, l’Italia dei valori di Di Pietro al 3,2, Rifondazione e Comunisti italiani insieme arrivano al 3,4. L’Udc raggranella il 6,7% dei voti, la Lista Bonino il 2, si fermano all’1% La Destra, Sinistra ecologia e libertà e i Verdi. In coda il Partito socialista (0,5%) e Alleanza per l’Italia (0,4). A fare la differenza anche in questo caso saranno gli incerti, addirittura il 23,5% secondo il sondaggio Crespi.
Da leghista e milanista, il vicesegretario nazionale e capogruppo milanese Matteo Salvini «tocca ferro» e dice che non ci crede. «Il Carroccio a soli tre punti dal Pdl? Certo, incontrando la gente nei mercati e nelle piazze non mi stupirebbe un risultato così importante. Sono scaramantico, ma potrebbe non essere così sbagliato». Il vicesindaco e deputato del Pdl Riccardo De Corato lo invita a frenare gli entusiasmi: «La Lega non sventoli bandiere troppo presto, o potrebbe trovare brutte sorprese. Il dato del Pdl appare poco realistico, forse in Veneto e Piemonte, con Zaia e Cota, ma in Lombardia c’è Formigoni che è l’emblema del Pdl, non certo un tecnico o uno bipartisan. Anche alla luce degli ultimi dati reali, delle elezioni provinciali ed europee, non si spiegherebbe il calo del suo partito a fronte del risultato del candidato». Il vice coordinatore lombardo del Pdl Massimo Corsaro ammette che il derby col Carroccio «sarà l’aspetto più interessante» anche alla luce «della situazione così lacerata dell’opposizione, con stranezze come Emma Bonino candidata in un’altra regione col sostegno del Pd, e capolista in Lombardia contro lo stesso Pd». Il primo dato evidente, sottolinea il capogruppo lombardo del Pdl Paolo Valentini, «è che Formigoni è nettamente in vantaggio, poi che la coalizione di governo è decisamente avanti, mentre il terzo è che il Pdl si conferma primo partito». Ridimensiona invece l’entusiasmo della Lega, «secondo nostri dati il divario è maggiore».
L’Udc non ha ancora scelto da che parte stare, ma pronostica che «con questi numeri è evidente che Formigoni sarebbe sempre più stretto nella morsa della Lega, detterà l’agenda al governatore». Per un alleanza con il Pdl, il coordinatore regionale Luigi Baruffi ribadisce che «la porta resta aperta, ma devono arrivare segnali seri e concreti da Formigoni che per ora non ci sono».
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.