I dubbi erano già scomparsi da tempo. Ma è sempre meglio rinfrescare la memoria. José Mourinho merita i tanti danari che Moratti gli versa ogni mese. Se li guadagna con il sudore della fronte (in certi momenti suda certamente freddo: la soluzione al problema sembra insormontabile) e, soprattutto, con la forza del suo lato B. Sì, alla faccia di tutti quelli che parlano di tecnica, di tattica, di modulo, di pedigree calcistico. Il lato B di Mou, chiamatelo stellone, ai tempi di Sacchi veniva definito «culo», è straordinario, devastante, da campione del mondo. Badate bene: parliamo del tecnico, non dellInter.
Direte: troppo facile, troppo riduttivo, troppo banale. Non è solo fortuna. Probabile. Ma Mourinho non riesce a smentirsi mai: forse nemmeno Sacchi e Lippi possono stargli alla pari. Noi, che credevamo di avere i migliori del mondo in fatto di «lato B», ci stiamo perdendo anche questa leadership. Peccato! Mou è venuto in Italia per vincere gli scudetti e per mostrare lautentica forza della sua bravura. E ci sta riuscendo. Vien da ridere pensando agli 8 in pagella perfino per una partita vinta rocambolescamente contro lultima in classifica. Che poi otto giocatori su undici abbiano meritato linsufficienza, che molti siano in condizioni fisiche pietose, che il Siena abbia messo sotto i campioni dItalia, aspiranti vincitori della Champions League, conta poco: Mou ha fatto il miracolo. E, allora, lotto in pagella deve necessariamente andare a qualità non propriamente tecnico-tattiche. Sennò, non ci capiamo più.
E quando il suddetto pesca da Napoleone per dire: «Meglio un allenatore fortunato, che bravo», disegna il suo identikit: fortuna da campione, per il tecnico meglio cercare altrove.
Intendiamoci, qui non stiamo parlando di una sola partita (lultima), ma di quanto Mou ci ha fatto vedere in questi anni: risultati acciuffati per un niente, magari con giocatori che mette nellangolo, qualche decisione girata che ha deciso la partita, sbadataggini arbitrali da richiamarci ai tempi infelici dei telefoni di Moggi. Sono più i dubbi che le certezze. Per esempio, il colpo di mano di Quaresma contro il Chievo: a chi va addebitato? Alla buona sorte del tecnico o alla incapacità dellarbitro? E cosa ci ha mostrato la partita con il Siena? Che non cè schema dattacco che valga a fronte delle punizioni di Sneijder. Oggi lo salva lolandese come ieri toccava a Ibra. Fra laltro, guardate cosa è successo ieri al Bari che domenica affronterà lInter...
Certo, salta allocchio la forza caratteriale della squadra: in Italia è devastante, non così in Europa. Eppure lallenatore è lo stesso. Segnali di un campionato mediocre. Laltra sera Mou ha festeggiato il successo, come avesse vinto la finale di Champions.
Fortunato Non è José ma il suo lato B a meritare 8 in pagella
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