Frosinone spicca il volo e la Regione Lazio paga

Frosinone prende il volo. Chi pensava che il Lazio poteva fare a meno di un quarto scalo aeroportuale, beh, ora sarà costretto a ricredersi, visto che la Regione ha ritenuto necessario mettere mano al portafogli, sborsando una bella sommetta. Ma non era stato deliberato, in ragione di un’indispensabile azione di risanamento e di contenimento delle spese, che la realizzazione dell’aeroporto del frusinate non doveva comportare alcuna ulteriore spesa a carico del bilancio regionale?
A quanto pare le esigenze di risparmio della Pisana non sono così impellenti come lo è, evidentemente, la necessità di un quarto aeroporto laziale. «Il Consiglio regionale ha approvato la partecipazione della Regione nel capitale sociale della Società aeroporto e della Società interporto di Frosinone», a darne notizia è l’europarlamentare Francesco De Angelis.
Il provvedimento è stato inserito nell’assestamento di bilancio e prevede l’istituzione di due appositi capitoli con uno stanziamento pari a 1 milione e 350mila euro per la Società aeroporto di Frosinone e di 1 milione e 800mila euro per la Società interporto di Frosinone. «Si tratta di un provvedimento molto importante - ha evidenziato De Angelis - che sottolinea l’impegno della Regione teso a favorire lo sviluppo e la mobilità della nostra provincia potenziando il sistema aeroportuale del Lazio».
Qualcosa però non torna, se si dà ascolto alle proteste dell’opposizione. Che con Del Balzo parla di «bluff elettorale». «La decisione di partecipare al capitale sociale della Società aeroporto di Frosinone lascia di stucco - ha dichiarato l’esponente del Pdl - la giunta, infatti, non ha ancora spiegato i motivi tecnici per cui avrebbe scelto Frosinone. Per come è stata messa, la questione del quarto scalo civile è soltanto politica. Probabilmente non è un caso che la giunta prema l’acceleratore a favore di Frosinone dopo la nomina ad assessore di Francesco Scalia, che da poco ha lasciato la poltrona di presidente della Provincia di Frosinone. Anche se poi si tratta a mio parere di una decisione che ha una valenza solo propagandistica, perché oltre ai finanziamenti e alle promesse, di concreto non c’è nulla».

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