La più iconica, chiacchierata, criticata e rimpianta serie degli anni '90, ovvero Beverly Hills 90210, è tornata con tutte le dieci stagioni su Sky e NOW, debuttando nell'era dell'on demand e pure con un bel lifting grazie alla rimasterizzazione in HD. In più, per chi non è portato al binge watching, tre episodi a settimana saranno trasmessi ogni giovedì alle 20.30. Proprio lo stesso orario della storica programmazione ai tempi, di Italia.
Perché la serie ritorna e sul suo ritorno i giornali e i siti stanno versando un profluvio di parole. In primo luogo perché dopo che gli anni Ottanta sono diventati vintage era quasi inevitabile che lo diventassero anche gli anni Novanta. Poi la serie in sé, pensata da da quel genio di Darren Star (lo stesso che, sul finire degli anni 90, produsse Sex and the City), ha anticipato così tanti temi che è difficile fare il conto. Due fratelli che arrivano in California dal freddo Minnesota, jeans e camicie a quadrettoni, si schiantano sulla Los Angeles dei roboanti anni 80: tra rollerblade, camicie di seta, macchine sportive e feste senza limiti.
Brenda e Brandon Walsh si infilano nella fiesta mobile di Beverly Hills e, in una manciata di puntate la loro casa normale, con genitori dall'etica calvinista e frappé vitaminici, diventa il nido di ragazzi che, pur vivendo nella bambagia californiana, sono in preda a disturbi di ogni tipo. Guardarla non è archeologia è guardare una sfera di cristallo che mostrava il futuro.