In un menswear sempre più sospeso tra precisione e istinto, continuità e rottura, Lubiam sceglie una direzione netta: costruire valore nel tempo senza inseguire accelerazioni effimere. Una traiettoria che nasce dal prodotto ma si consolida soprattutto attraverso organizzazione, cultura interna e relazione con un mercato sempre più selettivo. Il 2025 conferma questa impostazione: un anno stabile rispetto al precedente, inserito in uno scenario di consumi complesso. La risposta del gruppo è stata concreta e misurata: rafforzamento della struttura, sviluppo dei servizi al cliente e consolidamento del canale retail, oggi asse strategico. I primi mesi del 2026 introducono un segnale diverso. La campagna vendite si apre con un avvio positivo: le linee Luigi Bianchi Cerimonia e Luigi Bianchi Flirt mostrano un riscontro incoraggiante, seguite da un interesse crescente anche sulle altre collezioni, in Italia e all'estero. Un inizio che conferma una traiettoria solida dentro un contesto ancora fluido. In questo scenario, Giovanni Bianchi, direttore dell'ufficio stile di Lubiam, racconta visione e sviluppo delle nuove collezioni.
Da dove prende forma la collazione primavera-estate 2027 di L.B.M.1911?
"Da una riconnessione autentica con le radici del brand: tinto capo, materia vissuta, colore come segno identitario. Non nostalgia ma rilettura contemporanea della nostra storia. La capsule Lab apre un dialogo con l'archivio anni Sessanta non per replicarlo ma per interpretarne l'attitudine. Giacche più leggere, revers abbassati, costruzioni semplificate ma sempre dentro la nostra precisione sartoriale".
Quando la materia diventa il punto di partenza, cosa accade al progetto?
"La materia è il centro: jersey evoluti, denim autentico, tinto capo e superfici sovratinte guidano il racconto. Il colore entra nel tessuto e lo trasforma. La palette si costruisce per stratificazioni morbide: verdi naturali, neutri terrosi, toni polverosi e bruciati, profondità più intense. Le silhouette si aprono: pantaloni loose o baggy, overshirt, jacket e capi ibridi costruiscono un guardaroba più libero e dinamico".
Che cosa cerca oggi chi sceglie un capo d'abbigliamento?
"Autenticità e versatilità. Un consumatore più consapevole osserva costruzione, materiali e comfort. Non vuole più scegliere tra eleganza e praticità: cerca capi capaci di accompagnare momenti diversi della giornata. Il tailoring diventa così meno rigido e più naturale".
Come cambia il dialogo con le nuove generazioni?
"Diventa più diretto e meno codificato. La sartoria si contamina con utility, sportswear, denim, maglieria e sovrapposizioni. Il digitale amplifica la narrazione senza semplificarla. Cresce una logica di total look più che di singolo pezzo iconico".
Se L.B.M.1911 lavora sulla libertà, cosa rappresenta la PE 2027 di Luigi Bianchi Sartoria?
"È Cool Precision: un formalwear essenziale, leggero e sofisticato. Una sartoria percepibile ma non ostentata, costruita su proporzioni pulite e dettagli nascosti".
Come evolve il linguaggio del formalwear?
"La palette è fredda e desaturata: blu medi, verdi grigi, beige polverosi con accento della nuova nuance Apricot Haze. I tessuti lavorano sulla trasformazione: lane che evocano il lino, hopsack leggeri, mischie lana-lino-seta, superfici mosse. Le silhouette restano nitide ma più morbide: doppiopetto fluidi, overshirt e workwear deluxe".
Il pantalone dove si posiziona tra struttura e comfort?
"Rimane morbido ma controllato. Non eccesso ma naturalezza. Le pinces e le proporzioni rilassate rendono il completo più contemporaneo".
Dove si sposta oggi l'innovazione sartoriale?
"In una dimensione più invisibile ma più profonda: paramonture alleggerite, piping tono su tono, sottocolli in Alcantara. Il jersey sartoriale porta comfort dentro la formalità senza snaturarla".
Pattern e
linguaggi decorativi che ruolo hanno oggi?"Check, gessati e Galles non scompaiono ma si trasformano in texture. Perdono evidenza e diventano profondità materica visibile. Rendendo il tutto il più raffinato possibile".