G20, accordo per limitare i bonus nella finanza Scontri polizia-no global

Al G20 la bozza è pronta: un tetto per i bonus ai manager, stop al protezionismo e nessun rallentamento nelle misure di stimolo dell'economia. Ma a Pittsburgh è guerriglia tra no global e polizia

G20, accordo per limitare 
i bonus nella finanza 
Scontri polizia-no global

Pittsburgh - Un tetto ai bonus nella finanza, lo stop al protezionismo e la prosecuzione con le misure di stimolo all'economia. Al G20 di Pittsburgh è stato raggiunto un accordo per una limitazione dei bonus nel settore finanziario, secondo quanto riporta una bozza della dichiarazione finale. Una fonte della Afp indicata come "un responsabile di un paese del G20" ha detto che i capi di stato e di governo nella giornata di oggi lanceranno l'idea di "limitare i bonus a una percentuale del prodotto netto bancario quando essi minaccino un certo livello di sano capitalismo". Per i leader dei 20 Paesi è "imperativo" che gli Stati restino uniti nella lotta contro il protezionismo. Poi i partecipanti hanno raggiunto l'accordo per evitare che ci sia alcuno stop "prematuro" alle misure di rilancio prese per fronteggiare la crisi finanziaria mondiale.

Il vertice I Grandi del mondo - dal presidente americano Barack Obama a quello francese Nicolas Sarkozy, dal cancelliere tedesco Angela Merkel al presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi - affrontano oggi altri temi portanti della riforma finanziaria allo studio per evitare il ripetersi di una crisi come quella che stiamo attraversando. Su una delle questioni più scottanti, quella dei bonus destinati ai banchieri e ai responsabili delle istituzioni finanziarie, si è arrivati alla decisione di una limitazione ad una percentuale del prodotto netto bancario. L’obiettivo dei 20 leader, è quello di applicare le nuove regole entro la fine del 2012. Una risposta, tra l’altro, alle opinioni pubbliche scioccate dai proventi dei banchieri in un momento di profonda crisi finanziaria. È troppo presto ancora per attuare una "exit strategy" perché la crisi non è ancora terminata, ma si delinea un consenso per definire le regole future in vista di uno sviluppo che sia equilibrato e sostenibile, nel rispetto dell’ambiente, limitando i consumi energetici, coinvolgendo tutti, ricchi come i paesi occidentale ed emergenti come Cina e Brasile. Tra gli altri punti in discussione c’è la questione del clima, in vista delle nuove regole contro l’effetto serra.