Basta frenesie, il Genoa con «Balla» salvato dal coma

Basta frenesie, il Genoa con «Balla» salvato dal coma

(...) La Sampdoria, finita al 14° posto, ha avuto sfortune e fortune a go-go. Ripresa per i capelli la serie A grazie al forsennato impegno di Iachini, ringraziato e liquidato, ha avuto la sfortuna di veder naufragare il tenero Ciro Ferrara a bordo dello squinternato vascello di Pasquale Sensibile; e la fortuna di pescare Delio Rossi che ha reso giustizia a Palombo e dato un ordine di squadra a un organico in sfacelo, al punto da renderlo virtualmente (e alla prova dei fatti largamente) salvo, a quota 35, con 10 turni d'anticipo sulla scadenza. Ha avuto la sfortuna di perdere dolorosamente un presidente papà come Duccio Garrone; e la fortuna di trovare in suo figlio Edoardo, puro sangue blucerchiato confortato dal fraterno consenso dei Mondini rossoblu, il sostituto ideale. Ha avuto la sfortuna di perdere in partenza il bomber promesso, Maxi Lopez, e di ritrovarsi successivamente costretta a cancellare il messia dei portieri, Romero, coccolato da un inspiegabile rapporto qualità-prezzo; e la fortuna di pescare dal mazzo il jolly Icardi, che prima di inaridirsi è riuscito a indurre Moratti allo scambio con un Maxi Obolo graditissimo in Corte Lambruschini. Ha avuto la sfortuna di perdere sul più bello un cardine come Krsticic; e la fortuna di potere ripartire a settembre con la garanzia di un affidabile blocco base (Da Costa, Mustafi, Gastaldello, Regini, Costa, De Silvestri, Palombo, Krsticic, Obiang, Eramo, Eder e Sansone) che dopo l'opportuna riconferma biennale di Delio Rossi verrà adeguatamente rimpolpato dal diesse Osti con un centrale difensivo e un esterno sinistro di buon livello, un valido sostituto di Poli destinato al Milan, nonché - soluzione «sine qua non» - con un centravanti (e se fosse Zaza?) da 15 gol.
L'accorto lavoro della dirigenza blucerchiata è stato peraltro confortato, secondo tradizione, dalla risposta dei tifosi. Nell'ultimo quinquennio la Sampdoria ha registrato a Marassi 450 mila presenze complessive (2008/2009), poi 475, poi 450, poi (serie B) 425, infine le attuali 443.749 (380.228 abbonati più 63.521 biglietti staccati). Per una squadra che ha pareggiato il giusto (10 volte), vinto poco (11) e perso troppo (17), segnando poco (43 gol, pseudocannonieri Icardi a quota 10 e Eder a 7) e subendo troppo (51): una manifestazione d'affetto che non ha lasciato insensibili i dirigenti (pazientemente "fuori" di 230 milioni di euro) e che Edoardo Garrone intende premiare in campo, sia pure con moderazione, in attesa di sapere se gli sarà permesso o meno di costruire lo stadio di proprietà alla Foce. L'appuntamento di verifica e ripartenza è fissato per il 9 luglio a Bogliasco.
Recita la prima legge di Murphy: «Quando qualcosa può andar male, va male». Non c'è dunque da stupirsi se nelle ultime due stagioni l'eccessiva frenesia di Preziosi è stata aggravata da un eccesso di disgrazie, sicché anche così si spiega la lenta ma costante discesa degli spettatori del Genoa al Ferraris, passati nell'ultimo quinquennio da 500 mila (2008/2009) a 490, a 450, a 398, ai 391.182 attuali (332.025 abbonati più 59.157 biglietti staccati).
E ora? Il quart'ultimo posto è stato «conquistato» con pochissime vittorie (8), molti pareggi (14) e troppe sconfitte (16), pochissimi i gol fatti (38, 12 dei quali dovuti al salvifico Borriello) e troppi quelli subiti (52). Nel dettaglio, 9 punti in 8 partite (1,125 la discreta media-gara) raccolse De Canio, 8 punti in 13 partite (0,615 la disastrosa media-gara) ne ha presi Del Neri, 21 in 17 partite (1,235 l'accettabile media-gara) ne ha conquistati Ballardini: che normalmente dopo aver preso il Grifo per i capelli lo trae a riva, lo salva con la respirazione bocca a bocca, è universalmente gradito al popolo rossoblu e viene licenziato. Ha detto pacatamente, Ballardini in attesa di giudizio: «Abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Se resteremo non lo so. Se mi chiamerà Preziosi parlerò volentieri di tutti gli aspetti tecnici. Quelli economici non contano». Complimenti e auguri. Aspettando con trepidazione le prime mosse di mercato.

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