Da Burlando a Biasotti i ricordi della politica

Per la prima volta dalla sua fondazione, datata 1975, la porta della Comunità di San Benedetto al Porto ieri è rimasta chiusa, nessuno è stato accolto. È stato il segno che c'era bisogno di quiete per la scomparsa di don Gallo e un appello lanciato dai responsabili della comunità: «Non venite a trovare don Andrea ci stiamo organizzando per allestire la camera ardente. La terremo aperta due giorni».
Sono stati tantissimi i messaggi lanciati anche attraverso i social network per salutare don Andrea. Si è mossa soprattutto la politica e lo ha fatto in maniera bipartisan. «Ora potrai di nuovo parlare con Paride di porto e di camalli. Ciao Andrea», è stato il messaggio del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, riferendosi al console della Compagnia Unica dei Lavoratori Marittimi, Paride Batini, scomparso anni fa. «Ricordo il suo impegno e infaticabile a favore degli ultimi che sempre si traduceva in azioni concrete - ha detto il sindaco di Genova Marco Doria -. Un impegno motivato dalla sua fede e dal riconoscimento profondo della dignità di ogni persona». Per Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, «A Genova finisce un epoca. Un uomo, un sacerdote con idee assai diverse dalle mie, ma coerente con se stesso e genovese fino al midollo», mentre il presidente del consiglio regionale Rosario Monteleone lo ricorda come «una figura a tratti controversa che ha rappresentato una fortissima personalità politica, culturale e morale per Genova e la Liguria». Il ricordo anche di Sandro Biasotti deputato del Pdl: «è stato mio insegnante quando studiavo dai Salesiani e un punto di riferimento. Non ho condiviso le sue idee ma ho continuato a volergli bene». «Don Andrea per me è stata una fortuna. È stato uno che davvero ha vissuto per gli altri. E gli altri erano la sua vita. Un grande», così Gino Paoli, con il quale ha avuto modo recentemente di girare per i vicoli di Genova un docu-film.

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