Il Genoa vuole vincere usando il fattore «C»

Se il giro d'Italia è partito ieri da Napoli, quello del Genoa comincia oggi contro il Pescara. Prima tappa da non fallire nella volata per la salvezza. «Ci attendono quattro finali. La partita con il Pescara è la più importante. In questo momento conta solo vincere. Sarebbe il massimo farlo con un risultato ampio per la differenza reti tra noi e il Palermo. Ma in serie A non ci sono partite facili». Daniele Portanova per un giorno indossa i panni del mister, presentandosi in sala stampa al posto di Davide Ballardini, che in settimana aveva già parlato. L'ex difensore del Bologna indica la rotta ai compagni: «Se affrontiamo le gare con la testa e con il cuore possiamo fare punti con chiunque. C'è la voglia e la giusta determinazione. Servono le famose tre C (cuore, cervello, co...n.d.r.). Errori ne sono stati fatti e li stiamo pagando, però siamo un gruppo di persone intelligenti che hanno in testa solo la salvezza del Genoa».
La prima tappa è quella più insidiosa. Il Pescara è virtualmente in serie B, non vince dalla fine del girone d'andata (2-0 a Firenze) e ha raccolto solo 2 punti nelle ultime 15 gare. Inoltre gli manca mezza squadra (Pelizzoli, Kroldrup, D'Agostino, Weiss, Quintero, Modesto e Caprari). Nell'ultima trasferta, però, ha strappato un pari alla Roma, frenando la rincorsa Champions dei giallorossi. Il Genoa sa che cosa lo aspetta. «Affrontiamo una squadra che non ha più niente da chiedere al campionato, ma che non vorrà fare brutta figura», l'avvertimento lanciato da Portanova. Che non vuole sentir parlare di tabelle, pur essendo un esperto in materia. «Io ci sono nato con le tabelle. Con la squadra ne abbiamo fatte, anche se lasciano il tempo che trovano. Alla fine le tabelle contano poco».
Sulla carta questo è un turno favorevole al Genoa, che vincendo potrebbe staccare Palermo e Siena. I rosanero faranno visita alla Juventus a cui manca solo un punto per festeggiare lo scudetto, mentre il Siena sarà impegnato a Catania. Ma prima c'è il Pescara da battere a tutti i costi. «Dobbiamo cercare di essere più cinici e "cazzosi" sotto porta, forti del fatto che nelle ultime partite abbiamo subito pochi tiri. La differenza possiamo farla così - dice senza tanti fronzoli Portanova -. Il Genoa vincente che incontravo da avversario era un gruppo di giocatori uniti, che ragionavano con una testa sola. Non eri uno contro uno quando lo affrontavi, ma uno contro undici. Ed è la mentalità che il Genoa dovrà avere anche in futuro». Partendo dal presente e dalla sfida contro il Pescara.
Che i rossoblù affronteranno con il modulo provato a lungo in settimana: 4-3-1-2. In difesa Granqvist (preferito a Cassani), Portanova, Manfredini e Antonelli. A centrocampo Rigoni (al posto di Kucka), Matuzalem e Vargas con Bertolacci a supporto della coppia Borriello-Floro Flores. Moretti, diffidato, partirà dalla panchina. La rifinitura ha evidenziato lo stato di forma di Bertolacci, apparso molto pimpante anche sotto porta: tre gol. Due più di Borriello e di Bovo autore di una splendida rovesciata. A fine allenamento Ballardini si è intrattenuto a lungo con Floro Flores e Borriello. Kucka non è stato convocato. Lo staff medico proverà a recuperarlo per la sfida contro il Torino. Intanto il tecnico del Pescara Christian Bucchi avverte il Genoa: «Il nostro obiettivo ormai è quello di diventare una squadra antipatica capace di fare sgambetti a squadre ancora in lotta per qualcosa. Giocheremo per toglierci delle soddisfazioni sia col Genoa sia col Milan».

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