Cronache

I voti di «Fare» non sono del Pdl

di Alberto Clavarino

Caro Massimiliano.
Visto che mi citi nel tuo pezzo di commento elettorale del 26 febbraio come uno dei responsabili della vittoria della sinistra, in quanto elettore di «Fare per Fermare il Declino», credo che tu mi debba, o mi possa, dare un diritto di replica.
Detto che l'esperienza di questa campagna elettorale è stata comunque magnifica, avendomi fatto conoscere gente interessante ed appassionata sia dal vivo sia in Rete, e detto che l'episodio relativo alla persona di Oscar Giannino è stato giustamente penalizzante per una formazione appena nata, vorrei precisarti quanto segue.
La colpa della vittoria della sinistra e/o del successo di Grillo e/o della splendida ingovernabilità in cui ci troviamo è solo ed unicamente del tuo idolo Silvio Berlusconi, tanto abile, straordinariamente abile, nelle campagne elettorali, quanto totalmente incapace di governare. L'aver fatto perdere 4 milioni di voti al centrodestra rispetto al 2008 mi sembra difficilmente imputabile a «Fare», e sottolineare che il misero 1% raccolto da questo nuovo movimento è casualmente coincidente col distacco tra centrodestra e centrosinistra è un atto di scorrettezza.
Ti assicuro che neppure una delle molte persone che conosco che hanno votato per «Fare» avrebbero mai votato Pdl, neppure se costretti con le armi. Io, che Forza Italia e Pdl ho sempre votato, se non fosse esistito «Fare» mi sarei certamente astenuto. Molto semplice. E non sopportare, come fai tu, che al di fuori della sinistra non esista nulla di diverso dall'immutabile Pdl, a mio avviso non modificabile dall'interno per come è nato e per come è cresciuto, è una visione a mio avviso superata e non più attuale. Spero di cuore che i pochi militanti di FARE non si arrendano di fronte al pessimo risultato elettorale (si, ho detto pessimo e non discreto, perché noi non politici non prendiamo in giro il prossimo) e rilancino una formazione finalmente non verticistica dove ci sia, almeno in prospettiva di lungo periodo, la speranza di costruire qualche cosa di diverso dal 70% a sinistra che queste elezioni ci hanno consegnato per la nostra amata e disgraziata Liguria.
Un abbraccio e speriamo di non morire tutti di spread.

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