«Liberi tutti, ma sia chiaro: in nome dell'unità» LA GEMMAZIONE DI «LIGURIA MODERATA» IN VARI PARTITI

(...) contrapposte, e dimostrano la difficoltà dei piccoli movimenti di poter navigare in mezzo ad acque così agitate, e per cui a partire da senatori e deputati, da un giorno all'altro assistiamo ad ampie oscillazioni di pensiero, di vedute e di soluzioni». Insomma, gli altri facciano quello che vogliono. Ma «per quanto mi riguarda - precisa Pernigotti -, sono ben lungi dall'esprimermi su chi voterò o aiuterò alle prossime elezioni politiche, fintanto che non avrò letto chi sono i candidati delle liste e delle listine di centro destra in Liguria. Certamente ad oggi non ho ravvisato le condizioni per aiutare o aderire, come gruppo di Rapallo che ha partecipato alle comunali con il 4,4% di consensi, a nessun partito. Ma - insiste Pernigotti, che vorrebbe interpretare il sentiment di un gruppo di sodali - il nostro indirizzo, quello del levante intendo, rimane, seppur con mille mal di pancia nell'ambito del centro destra, Pdl e Lega». La conclusione è, come dire?, attendista: «Aspetto di vedere programmi chiari ed articolati , ma soprattutto le persone. A quel punto, almeno nel levante, raduneremo gli amici che ci hanno sostenuto alle comunali per decidere cosa fare».
Prende posizione anche Andrea Cevasco, un altro dei «ragazzi d'assalto» e appassionato frequentatore delle riunioni degli «Amici del Giornale». È dato per «montiano» anche lui, e quindi a spiccata vocazione centrifuga. Ma l'interessato spiega: «Il direttivo del movimento non ha mai preso posizione a favore di un partito, né ha brigato per far inserire propri esponenti in lista». E a chi accusa lui e altri di incoerenza, replica: «Oggi rifiuto un percorso a fianco del Pdl per la scelta che ha fatto di allearsi con la Lega». Che poi, però, sia diventato Monti e il montismo il paradiso in terra, ce ne corre, anche per il «neo-montiano» Cevasco. Che spiega: «Il professore non mi esalta granché, per il suo personalismo. Sono pure molto perplesso sul fatto che ha accettato l'abbraccio destabilizzante di Fini e Casini. Ma l'idea originaria di Liguria Moderata era quella di rifarsi al Ppe, mettendo insieme la “famiglia popolare ligure“ ». Quindi, Cevasco scarica il Pdl, appoggia Monti, ma non rinnega nulla? «Oggi non si possono più prendere in giro gli elettori, in nome di un liberismo che è impossibile da applicare!». Messaggio sibillino, rivolto al maggior partito del centrodestra e a qualche amico che scalpita. La questione è: «Di fronte a queste frecce avvelenate, che futuro c'è per Liguria Moderata, se non congedando più o meno cortesemente alcuni soci?». Cevasco è un buono: «Io non caccio nessuno. Se però uno non si riconosce più nel movimento, be'...». E sì: la diaspora è come l'avventura. Continua.

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