I punti chiave
È la mattina dell’11 febbraio 2024, un uomo di 54 anni ad Altavilla Milicia chiama i carabinieri. Dice che la moglie e i figli sono stati liberati dal demonio e resusciteranno. È Giovanni Barreca, uno dei quattro imputati per la strage famigliare avvenuta nei pressi di Palermo. Barreca è noto a tutti in paese per alcuni tratti del suo comportamento: una persona riferisce che non avrebbe voluto prendere da lei un divano usato perché infestato da demoni.
Per questi fatti e gli altri che saranno qui raccontati c’è un processo in corso. “Nell’ultima udienza è stato illuminante l’intervento dei consulenti, perché sono stati messi in luce degli aspetti che non possono essere ignorati, come l’accertata incapacità di intendere e di volere da parte di Giovanni Barreca, attestata dai periti nominati dal tribunale di Termini Imerese, periti super partes quindi. Su questa diagnosi erano anche i sanitari del carcere di Barcellona e di Enna”, racconta a IlGiornale l’avvocato di Giovanni Barreca, Giancarlo Barracato.
La strage
Nella villetta bianca dei Barreca ad Altavilla Milicia, apparentemente tranquilla, è successo l’imponderabile. Dopo 5 giorni di torture e sevizie, sono stati infatti uccisi Antonella Salamone, 40 anni, moglie di Barreca, e i due figli minori della coppia, Kevin ed Emanuel Barreca, rispettivamente 15 e 5 anni. Non ripeteremo cosa è stato loro fatto - le violenze, soprattutto su Emanuel, colpiscono nel profondo. Chi ha agito ha cercato di bruciare il corpo di Salamone, con alcuni degli oggetti che lei più amava.
“L’azione di Barreca è stata passiva - chiarisce il legale - come pure ha notato il consulente in udienza: per lui l’obiettivo era liberare la famiglia dal demonio. Barreca non ha rimorso, perché è ancora convinto della resurrezione, della quale ha parlato immediatamente ai carabinieri, che hanno anche testimoniato in tribunale: Barreca ha affermato in incidente probatorio, peraltro, di aver ricevuto in carcere la visita di un uccellino, che gli ha annunciato la resurrezione di Emmanuel. Inoltre dice di aver sentito la moglie. Il delirio consiste anche in questo”.
Mentre Barreca parla con i carabinieri, chiusa nella propria stanza c’è la figlia maggiore ma non ancora maggiorenne, Miriam Barreca. Anche lei, raggiunta poco dopo la maggiore età, viene imputata per la mattanza, e condannata dal tribunale dei minorenni a 12 anni e 8 mesi in primo grado: al momento sta affrontando il processo d’appello.
Le indagini
I Ris passano al setaccio la villetta: sui muri compaiono frasi tratte dalla Bibbia. Sui media spuntano le ipotesi più disparate. La comunità evangelista, della quale i Barreca fanno parte, viene, a torto, criminalizzata dai media. Si parla dell’ombra di una setta e le cronache, spesso scollegate dal fatto, si riempiono di rischi reali sì (il proliferare dei “santoni” social), ma anche di psicosi.
“Per quanto riguarda il movente - dice Barracato - si è chiaramente nel campo delle ipotesi, e si parla di movente economico. Non c’è premeditazione in Barreca, ma la coppia di Sferracavallo avrebbe assunto il ruolo di acceleratore. La signora Fina era stata contattata dalla signora Salamone, quest’ultima alla ricerca di un lavoretto per arrotondare, vendere cosmetici proprio come faceva l’imputata. Si sono conosciute attraverso i social, poi si sono scoperte a praticare la stessa religione, da qui l’incontro tra le due famiglie”.
Intanto gli inquirenti continuano a indagare e scoprono appunto, a partire da chat e testimonianze, che una coppia di Sferracavallo sarebbe stata presente alla strage. Si tratta di Sabrina Fina, 42 anni e Massimo Carandente, che i Barreca chiamavano in chat “Fratelli di Dio”: i due si trincerano dietro una versione differente, dicono di essere stati presenti ma di aver solo pregato, tuttavia a loro sfavore spuntano degli audio dal contenuto compromettente, audio che parlano di demoni ed esorcismi. E i due vengono anche loro imputati.
“Che l’azione della strage sia stata eterodiretta non ci sono indizi. Tuttavia ci sarebbero state delle telefonate di Carandente all’esterno per sapere cosa si dovesse fare dei resti della signora Salamone. Per quello che riguarda l’inizio dell’azione non sembra ci siano stati interventi esterni”, aggiunge Barracato.
Il processo
Il processo di primo grado agli adulti imputati - Giovanni Barreca, Carandente e Fina - inizia a marzo 2025 ed è ancora in corso. Accade però qualcosa di insolito: prima dell’inizio del processo, viene riconosciuta a Barreca l’incapacità di intendere e di volere, tanto che in un primo momento si parla del fatto che non possa stare a processo e che sia destinato a una Rems, ma questo non avviene. “C’è un delirio mistico cronico, molto florido come lo definiscono gli esperti, da parte di Barreca”, specifica il legale.
Barreca sarebbe quindi caratterizzato da un delirio mistico, che poi è ciò con cui permea la sua intera realtà. “Il delirio mistico religioso - illustra il legale - è una particolare disfunzionalità della mente che non preclude attività comuni. Chi ne soffre è un soggetto apparentemente normale, che esprime le funzioni del quotidiano regolarmente, ma vive la propria realtà alla luce di un aspetto religioso. In Barreca questa disfunzionalità esiste da anni. Anche rispetto ai figli adolescenti, che come tutti i coetanei del mondo vivevano una fase delicata, Barreca rileggeva tutto con la presenza del demonio. Se Kevin chiedeva il motorino, andava in palestra o voleva un nuovo taglio di capelli alla moda, era colpa del demonio”.
Le testimonianze che raccontano di come Barreca non sia mai stato violento ma che abbia convissuto per anni con questa idea dei demoni nella realtà sono davvero tante. “Non si creda che Barreca sia stato mai violento con i figli e in generale con nessuna persona.
Nessuno lo ha visto mai fare sfuriate, ma lui credeva che la preghiera risolvesse tutto, come quando, molti anni prima della strage, sua madre un giorno si infortunò in campagna e lui pensava di poterla resuscitare pregando. Era un delirio avulso però dalla religione in senso stretto, perché la Bibbia e l’evangelismo non prevedono esorcismi”, conclude il legale.