Cronache

Quel cameriere di Triora inghiottito dal Titanic e ritrovato dopo 86 anni

Quel cameriere di Triora inghiottito dal Titanic e ritrovato dopo 86 anni

A 17 anni abbandonò il suo paese natale, Molini di Triora nell'immediato entroterra della provincia di Imperia, per andare a cercare fortuna all'estero. Un viaggio che lo porterà prima in Francia e poi in Inghilterra dove, cinque anni più tardi, riuscirà a firmare un contratto con la White Star Line per imbarcarsi sul Titanic come assistente cameriere. Così inizia la tragica storia che porterà Battista Allaria, nato nel paese dell'entroterra ligure il 31 maggio del 1889, verso la morte che troverà la notte tra il 14 ed il 15 aprile del 1912 nelle gelide acque dell'Oceano Atlantico.
La storia di questo giovane, che guardava al futuro con speranza ed entusiasmo, torna ora alla luce in occasione del centenario del disastro navale più famoso della storia. Il suo nome, infatti, è presente tra le 1523 vittime del naufragio. Battista fece quindi parte degli sventurati che, tra le 2223 persone a bordo, non riuscirono o non vollero salire su una scialuppa magari per aver ceduto il proprio posto ad una donna o ad un bambino. Come è noto il Titanic si scontrò con un iceberg alle 23.40 del 14 aprile di 100 anni fa e s'inabissò due ore e quaranta minuti più tardi.
Battista Allaria, prima di mettere piede sul Titanic, aveva già avuto due esperienze a bordo di un transatlantico, si trattava proprio della nave gemella Olympic. Quando riuscì a firmare il contratto, il 6 aprile del 1912, per la crociera inaugurale del Titanic, con partenza da Southampton, gli sembrò il raggiungimento di un vero sogno. «Battista Allaria faceva parte di una famiglia molto numerosa con otto o nove fratelli - ha raccontato l'attuale sindaco di Molini di Triora Marcello Moraldo - Il padre, che aveva la prima cava di ardesia del paese, morì molto giovane. Per questo Battista seguì alcuni fratelli nella vicina Costa Azzurra per cercare lavoro. Questo suo viaggio lo portò prima a Parigi e poi Londra dove trovò il primo ingaggio per l'Olympic».
La sua morte rimase avvolta nel mistero addirittura per 86 anni. La famiglia, infatti, non ne ebbe mai notizia certa, se non la sua assenza tra i superstiti tratti in salvo. Una svolta importante ci fu nel 1998 quando, sull'onda emotiva del film di James Cameron, le pronipoti Luisella e Arianna attraverso internet avviarono una ricerca ad Halifax in Canada, dove sono presenti tre campi di sepoltura con i corpi recuperati in mare delle vittime del Titanic. Grazie alla collaborazione di una dipendente della Municipalità locale, si venne a sapere della presenza di una tomba recante il nome «Battista Allaria».
Così, dopo 86 anni, il mistero sulla sua morte venne risolto. Il corpo, catalogato con il numero 221, venne recuperato il 6 maggio del 1912, dalla nave Mackay Bennet. La sua identificazione fu possibile attraverso gli indumenti e gli effetti personali che aveva ancora addosso: il cappotto, la giacca, i pantaloni, le mutande con le sue iniziali, il rasoio, un coltello, il mazzo di chiavi del «Bagno Camerieri», un lucchetto, un taccuino, un pettine, il libretto di risparmio posta e soprattutto il permesso di sbarco.
La storia di Battista Allaria però non è l'unico collegamento tra la Liguria ed il Titanic. Tutto questo si deve al direttore di sala Luigi Gatti, un italiano proprietario di un ristorante e di un albergo a Londra. Quando gli fu affidato l'incarico da parte dei dirigenti della White Star Lines, lui accettò con la condizione di avere carta bianca sulla cucina. Dopo averla ottenuta, cercò il meglio da offrire a bordo alla sua particolare clientela. «Il menù di prima classe prevedeva gli Italian Spaghetti - conferma Paolo Taroni, perito navale ed esperto del Titanic - Ed è così che Gatti si fece arrivare da Imperia sia la pasta sia il già famoso olio d'oliva. Dalle carte si è risaliti che la prima era stata prodotta nella zona dell'attuale Fondura, mentre l'olio a Borgo Prino».
Quindi la tanto decantata Dieta Mediterranea, oggi al centro dei principali studi di alimentazione, era già stata scoperta e valorizzata all'epoca, tanto da essere proposta ai facoltosi passeggeri della prestigiosa prima classe del Titanic.

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