Leggi il settimanale

La sinistra va in tilt sul rapper. Da guru dei diritti a "traditore"

È bastato intervistare la premier per finire sotto attacco degli ex estimatori. E la puntata fa boom

La sinistra va in tilt sul rapper. Da guru dei diritti a "traditore"
00:00 00:00

In fondo basta guardare Fedez. Per capire lo strabismo di molti osservatori e di molti politici (peraltro quasi tutti di sinistra) basta vedere le giravolte che provoca a ogni sua mossa. Una dietro l'altra. Da paladino a reietto. Da icona del libero pensiero a servo del potere. Ovviamente adesso è "servo", adesso che la presidente del Consiglio Meloni si è seduta al tavolo del podcast che Fedez conduce con Mr. Marra e si intitola Pulp proprio per richiamare un approccio alla comunicazione crudo, diretto e privo di filtri, "pulp" appunto. Una puntata che ieri pomeriggio aveva già raggiunto quasi mezzo milione di visualizzazioni solo su YouTube ed era già "spillolata" su tutti i social e che rappresenta senza dubbio un punto di svolta nella comunicazione politica, ma non solo.

Avvicinandosi al mondo pop, Giorgia Meloni ha fatto quanto accade sempre più spesso all'estero, specialmente nel mondo anglosassone, dove "creator" e "streamer" costruiscono e lanciano o modificano nuove piattaforme cercando di fare informazione anche con la partecipazione di esponenti politici. E spesso ci riescono, raggiungendo l'obiettivo di mettersi in contatto con un pubblico, i giovani e giovanissimi, che sfugge le calamite degli altri media, specialmente della stampa e della tv. "Un salto di specie" ha titolato ieri Fanpage con un pizzico di snobismo riferendosi al podcast di Fedez. Che per l'occasione, cioè per l'arrivo della premier, ha cambiato anche scenografia, quasi a sottolineare la denominazione di "puntata speciale". "Un nuovo luogo di dibattito politico" l'ha definito in apertura Fedez, un po' più compito del solito e meno caciarone nel dialogo con Mr. Marra. Forse la più spiritosa di tutti è stata proprio la premier che ha sbottato fuorionda con lo staff. "Vabbè, Filì, famme finì... mi hai fatto perdere il ragionamento" ha detto dopo una interruzione improvvisa. Ci sta. È l'enfasi del discorso. Nel complesso, Meloni passa l'esame pop con quella che probabilmente è stata una delle mosse che l'hanno avvicinata di più al pubblico "non votante", cioè a quello ancora indeciso o addirittura deciso a non votare. E un politico si deve rivolgere a tutti, non solo a qualche categoria. Elettoralmente, una mossa vincente.

E Fedez?

Lui ha passato l'esame. Altri hanno fatto la solita giravolta. Quando attaccò in diretta la Rai per una presunta censura al Concertone del Primo Maggio, era il 2021, Fedez era il simbolo di chi non si piega alla casta, di chi si ribella al potere dei cattivoni, bravo bravo. Un coro di alleluja e finalmente. L'applauso corale della gente che piace.

Pensate poi quando ha baciato Rosa Chemical in diretta al Festival di Sanremo, ecco, era il 2023, e il rapper è diventato in tempo reale quello che unisce i gender, che valica i confini e abbatte le barriere. Ora, oplà, viene bollato come megafono del governo. La conferma che la mancanza di idee porta spesso a non capire neanche quelle degli altri.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica