Umberto Bossi, padre della Lega, è arrivato al traguardo. Lui, come tutti noi, non poteva vivere in eterno e quindi anche per lui è arrivato il momento di andarsene via. La sua scomparsa farà meno rumore del suo esordio in politica, quando sbaragliò tutte le previsioni, imponendosi come colui che ha cambiato la politica italiana. Noi che lo abbiamo seguito con simpatia, contribuendo ai mutamenti del costume nazionale, non possiamo che rammaricarci di questa perdita che comunque lascerà un vuoto nel nostro Paese, bisognoso tuttora di novità. Umberto aveva un brutto carattere, come tutti quelli che ce l'hanno, ruvido e diretto, al punto che molti lo paragonavano, esagerando, a Silvio Berlusconi. Tra i due c'è stata una intesa politica e umana sincera, due uomini che hanno contribuito ai pochi cambiamenti avvenuti nel Paese.
Fin dall'inizio Umberto ha puntato a cambiare il costume italiano imponendosi come leader nazionale. Personalmente lo conobbi fin dai tempi del suo esordio nell'agone politico e compresi subito che avrebbe comunque cambiato le usanze del Paese. Con lui è mutato il modo di pensare, soprattutto dei cittadini del nord.
Coperto di insulti al suo esordio ha finito per diventare uno dei personaggi più importanti e popolari del Parlamento e delle piazze, dove ha trascinato la Lega, sua creatura, a percentuali inimmaginabili benché il giornalismo italiano lo abbia strapazzato dal principio alla fine. La prima volta che lo incontrai personalmente mi promise che avrebbe fatto diventare cittadini nordisti anche i terroni. Egli non riuscì a raggiungere tutti gli obiettivi che si era proposto, ma non vi è dubbio che con il suo contributo la mentalità degli italiani è mutata, ed il suo regionalismo è riuscito a sfondare in tutto lo Stivale. Onore ad un grande combattente che non si è mai arreso o piegato al conformismo italiota.
Oggi lo descrivo con commozione, la stessa che provavo ad ogni incontro con lui, e mi piace ricordarlo con il suo ghigno e il suo lessico paesano, lo stesso che usiamo un po' tutti non solo nelle osterie, ma anche in famiglia. Parliamoci chiaro, Umberto, sfottuto per la sua grossolanità è comunque destinato a rimanere non solo nella storia di questo Paese, ma anche nell'anima di chiunque non sia comunista.Ciao Umberto!