Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone si dichiarano pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz, chiuso dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa-Israele. Meloni e Tajani precisano che non ci sarà alcun intervento militare. Teheran minaccia: "Chi aiuta gli Usa a riaprire Hormuz sarà complice dell'aggressione".
Vola il prezzo del petrolio, con la guerra che infiamma il Golfo e i missili sulle raffinerie. Il conflitto "avrà un impatto rilevante sull'inflazione", avverte la Bce. Trump intanto fa sapere che gli Usa valutano di "ridimensionare gli ingenti sforzi militari in Medio Oriente".Trump: "Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato da chi lo usa non da Stati Uniti"
"Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, da altre nazioni che lo utilizzano, gli Stati Uniti no!". Ad affermarlo in un post su 'Truth Social' è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sottolineando che "se richiesto, aiuteremo questi paesi nei loro sforzi a Hormuz, ma non dovrebbe essere necessario una volta che la minaccia dell’Iran sarà stata sradicata. È importante sottolineare che per loro sarà un’operazione militare facile".
Idf chiede ai civili di evacuare periferia sud di Beirut
L'esercito israeliano chiede nuovamente ai civili libanesi di evacuare la periferia sud di Beirut, e in particolare Dahiyeh che è considerata come roccaforte di Hezbollah. "L'Idf continua a operare e a colpire con forza crescente le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah in tutta l'area della Dahiyeh. L'Idf non intende farvi del male e, pertanto, per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente", sottolinea il portavoce di Tsahal, il colonnello Avichay Adaree secondo quanto riferisce 'The Times of Israel'. Nelle ultime tre settimane l’Aeronautica Militare israeliana ha colpito decine di obiettivi di Hezbollah a Dahiyeh e l’esercito ha ripetutamente invitato i civili libanesi a evacuare l’area.
Trump: "Gli Usa valutano ridimensionamento dell'operazione militare"
Donald Trump ha scritto in un lungo post su Truth che gli Stati Uniti sono vicini agli obiettivi della guerra in Iran e quindi stanno valutando un "ridimensionamento" dell'operazione militare. "Siamo ormai molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi e valutiamo di ridimensionare i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico dell'Iran", ha scritto Trump che ha poi elencato gli obiettivi. "1) Degradarne completamente le capacità missilistiche, i sistemi di lancio e tutto ciò che vi è correlato. 2) Distruggere l'industria della difesa iraniana. 3) Eliminare la loro Marina e la loro Aeronautica, inclusi i sistemi d'arma antiaerei. 4) Non consentire mai all'Iran di avvicinarsi, neppure lontanamente, al possesso di capacità nucleari e mantenere costantemente gli Stati Uniti in una posizione tale da poter reagire in modo rapido e incisivo a una simile eventualità, qualora dovesse verificarsi. 5) Proteggere, ai massimi livelli, i nostri alleati mediorientali, tra cui Israele, l'Arabia Saudita, il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, il Kuwait e altri ancora".
Centcom: "232 militari Usa feriti da inizio guerra, 10 sono gravi"
Duecentotrentadue militari americani sono rimasti feriti dall'inizio della guerra contro l'Iran iniziata il 28 febbraio. Lo ha dichiarato un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti alla Cbs News precisando che 207 militari sono tornati in servizio e 10 sono rimasti gravemente feriti.
Trump. "Bello se Cina e Giappone si unissero a sforzi per aprire Hormuz"
Sarebbe "bello se Paesi come la Cina e il Giappone" si unissero agli sforzi per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump incontrando i giornalisti davanti alla Casa Bianca. "Sapete, noi Stati Uniti non usiamo lo Stretto. Non ne abbiamo bisogno - ha detto Trump - L'Europa ne ha bisogno. La Corea, il Giappone, la Cina, molti altri, quindi dovranno farsi coinvolgere". In merito alla decisione del governo di Londra di concedere l'uso delle basi britanniche agli Stati Uniti per colpire postazioni di lancio in Iran, Trump ha ribadito che si è trattato di "una risposta molto tardiva".
Trump, Stretto Hormuz a un certo punto si riaprirà da solo
Lo Stretto di Hormuz "a un certo punto, si riaprirà da solo". Lo ha detto Donald Trump, affermando che "sarebbe bello" se Cina e Giappone contribuissero a mettere in sicurezza lo Stretto. "Noi non lo utilizziamo. A un certo punto, si riaprirà da solo", ha affermato il presidente parlando con i giornalisti, prima di lasciare la Casa Bianca.
Crosetto, Trump ha dato dei codardi ad alleati Nato ma non capisco perché
"Ho letto che Trump ha dato dei codardi agli alleati della Nato, non ho capito per quale motivo però perché non mi sembra ci sia stato nessun atto di codardia da parte di nessuno. Anzi, penso che l'atteggiamento tenuto da molti alleati della Nato aiuti gli americani, per uscire da una situazione complessa come quella di Hormuz, perché la decisione presa ieri da alcuni Paesi alleati degli Stati Uniti di utilizzare un'alleanza internazionale molto più ampia di quella europea o della Nato proprio per intervenire su Hormuz aiuta Trump in questo momento". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a '10 minuti' su Retequattro.
Cbs, Pentagono si prepara per potenziale dispiegamento di truppe in Iran
Il Pentagono sta effettuando preparativi per il possibile dispiegamento di truppe di terra in Iran. Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali i comandanti militari stanno predisponendo piani mentre Donald Trump valuta le prossime mosse.
Casa Bianca, possiamo conquistare isola Kharg in qualsiasi momento
Gli Stati Uniti potrebbero "conquistare" l'isola iraniana di Kharg in qualsiasi momento. Lo ha dichiarato la Casa Bianca, dopo l'articolo di Axios secondo cui l'Amministrazione Trump starebbe valutando piani per occupare l'importante snodo petrolifero. "Le forze armate statunitensi possono conquistare l'isola di Kharg in qualsiasi momento se il presidente dà l'ordine", ha dichiarato all'Afp la vice portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly.
Media, Iran riluttante a discutere riapertura Hormuz
I funzionari iraniani sono diventati riluttanti persino a discutere la riapertura dello Stretto di Hormuz, concentrandosi invece sulla sopravvivenza all'offensiva israelo-americana. Lo sostiene una fonte coinvolta in contatti diretti e di alto livello con Teheran, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche e gli attentati contro alti funzionari iraniani, tra cui il recente assassinio del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, segnano un'escalation che sta rallentando i tentativi di far riprendere il transito delle navi commerciali, ha aggiunto la fonte, parlando in forma anonima. In termini pratici - scrive Bloomberg -, ciò significa che il Regno Unito, la Francia e altri paesi hanno perso un'occasione nella loro tentativo di scortare le navi attraverso lo Stretto una volta terminata la guerra. Secondo fonti vicine ai negoziati, questa sensazione è condivisa in tutta Europa e in Medio Oriente. I funzionari stanno perdendo fiducia nel fatto che Stati Uniti e Israele abbiano un piano di uscita e prevedono sconvolgimenti economici più profondi. Nessuna risposta alla richiesta di un commento è arrivata da un portavoce del ministro degli esteri iraniano e dall'ambasciata di Teheran a Londra.
Gb autorizza uso basi per raid legati a Stretto di Hormuz
Il governo del Regno Unito ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare basi britanniche per lanciare operazioni contro obiettivi iraniani legati agli attacchi nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito da fonti di Downing Street, citate dalla Bbc, la decisione è stata presa durante una riunione dei ministri, ampliando il precedente via libera concesso a Washington, inizialmente limitato a operazioni per prevenire minacce dirette a interessi o vite britanniche. L'autorizzazione riguarda ora anche operazioni "difensive" statunitensi volte a colpire capacità utilizzate per attaccare le navi nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi chiave per il traffico energetico globale. Londra ha comunque precisato che non sarà direttamente coinvolta nei raid e che "i principi alla base dell’approccio britannico al conflitto restano invariati".
Mosca smentisce indiscrezioni media su proposta a Usa
Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica con i paesi stranieri e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), ha respinto come falsa una notizia di Politico secondo cui avrebbe comunicato agli Stati Uniti l'offerta della Russia di interrompere la condivisione di informazioni di intelligence con l'Iran in cambio della cancellazione degli aiuti all'Ucraina. "Falso", ha scritto Dmitriev in un post sul social X, citando l'articolo di Politico.
Idf, colpiti fabbriche armi a Teheran e depositi missili nel centro del Paese
In due ondate di raid aerei condotti tra la notte e questa mattina a Teheran e nell'Iran centrale, l'aviazione israeliana ha bombardato decine di siti militari iraniani. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane. A Teheran, l'Idf afferma di aver colpito diverse fabbriche di armi, oltre a siti utilizzati per sviluppare componenti per missili balistici. A est di Teheran, l'aeronautica israeliana ha colpito installazioni in cui erano immagazzinati missili balistici, mentre soldati iraniani erano impegnati in operazioni sul posto, secondo quanto affermato dai militari. L'Idf dichiara di aver constatato negli ultimi giorni che l'Iran sta lanciando missili balistici contro Israele dal centro del Paese, dopo che l'esercito "ha indebolito la maggior parte delle capacità del regime di lanciare missili dall'Iran occidentale".
Tajani: "Su Hormuz disponibili se da Onu azione garanzia traffico marittimo"
"Si è presa una posizione politica per garantire nel prossimo futuro il traffico marittimo commerciale, un impegno affinché Hormuz sia uno stretto dove si possa sviluppare il libero commercio senza essere affondati, poi qualora ci fosse il 'cessate fuoco' oppure le Nazioni Unite volessero avviare operazione di garanzia per il traffico marittimo, potremmo essere disponibili assieme a India o Cina". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in video collegamento con il Feuromed, a Napoli, a proposito del piano di riapertura di sei Paesi, compreso l'Italia, sullo Stretto di Hormuz. Sui tempi del conflitto in Iran, Tajani ha aggiunto: "Mi pare che gli americani vogliano continuare a difendere la libertà di navigazione con la forza contro gli iraniani, non so se Trump voglia inviare soldati di terra sul territorio iraniano, vedremo, certamente non è una guerra che finisce entro qualche giorno".
In Israele sirene da nord a sud per missili da Libano e Iran
Sirene sono suonate in diverse aree del Paese, da nord a sud, per lanci di missili in contemporanea dal Libano e dall'Iran. Un impatto diretto ha colpito l'area del centro commerciale nella città di Dimona, nei pressi della quale si trova il 'Centro di ricerca nucleare del Negev'. I servizi di soccorso riportano che non si sono registrati feriti.
Trump, all'Iran ci vorranno 10 anni per ricostruire dopo gli attacchi
All'Iran ci vorranno 10 anni per ricostruire dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Ms. "Credo che se ce ne andassimo ora a loro servirebbero 10 anni per ricostruire. Ma non ritengo sia una situazione accettabile. Se restiamo di più non ricostruiranno mai", ha messo in evidenza Trump.
Teheran vende a cargo permesso transito Hormuz, in attesa di via libera 9 tanker cinesi
L'Iran ha autorizzato un numero limitato di container ad attraversare lo stretto di Hormuz, otto secondo il Financial Times, nove secondo Lloyd's List. Teheran vuole dimostrare che per poter transitare è necessario ottenere, acquistare al costo di due milioni di dollari, in almeno un caso, il suo assenso. Oltre che navi iraniane, hanno percorso i 167 chilometri dello stretto cargo di India, Pakistan e Grecia (greci sono il 18 per cento di quelli che hanno fatto il passaggio in questi ultimi giorni, ha spiegato Bridget Diakun, analista di Lloyd's List Intelligence all'Afp). Si tratta di cargo che nei giorni scorsi hanno percorso un corridoio inusuale intorno all'isola di Larak, dove avrebbero dovuto sottoporsi a ispezioni degli iraniani. Nove petroliere cinesi associate alla Cosco sono ammassati al largo di Abu Dhabi in attesa del via libera ad attraversare lo stretto. "Diversi governi, fra cui la Cina, ma anche l'India, il Pakistan, l'Iran e la Malaysia, hanno avviato contatti diretti con Teheran, con i Guardiani della rivoluzione, per coordinare il transito di navi", ha spiegato Richard Meade, di Lloyds List all'Afp. Il traffico lungo il percorso è crollato dall'inizio della guerra il 28 febbraio scorso, con più di un terzo delle navi in transito in questo periodo sottoposte a sanzioni Usa, europee o britanniche (analisi Afp), più della metà delle petroliere e metaniere in transito in questo periodo colpite da sanzioni. "Dal 16, tutte le navi che vanno verso ovest (per caricare) appartengono alla Flotta fantasma, che si tratti di petroliere o metaniere, dominano ampiamente il traffico". Un totale di 3.200 navi sono bloccate nella zona. Dal primo al 19 marzo ci sono stati solo 116 passaggi, con un crollo del 95 per cento del traffico rispetto ai tempi di pace, secondo i dati analizzati dalla società di analisi sull'energia globale Kpler. Di questi, 71 sono stati effettuati da petroliere, più della metà delle quali cariche e dirette verso est, verso cioè l'uscita. La scorsa settimana è stato registrato un lieve aumento delle metaniere, ha spiegato all'Afp Richard Meade, direttore di Lloyd's List, rivista specializzata in informazioni sul traffico marittimo. Una analisi di JP Morgan indica che la maggior parte del petrolio che transita dallo stretto è destinato all'Asia, principalmente alla Cina.
Frammenti missile cadono vicino a luoghi sacri Geruselemme
Un attacco ha colpito la zona vicino alla Città Vecchia di Gerusalemme, nei pressi del complesso collinare che ospita luoghi di culto venerati da ebrei e musulmani. L'esercito israeliano ha affermato che sono stati frammenti di missili iraniani a colpire un cancello su un sentiero che conduce al Muro del Pianto e al complesso della Cupola della Roccia, a meno di 500 metri di distanza. Il muro e il complesso sulla collina sono il luogo in cui gli ebrei credono sorgessero un tempo gli antichi templi biblici e i musulmani credono che Maometto sia asceso al cielo. Anche delle schegge sono cadute nelle vicinanze lunedì.
Khamenei nega i raid su Turchia e Oman: "Un piano di Israele"
La Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha negato che la Repubblica islamica abbia attaccato la Turchia e l'Oman, sostenendo che si tratti di un "piano" di Israele. "Vorrei ricordarvi che gli attacchi contro la Turchia e l'Oman - entrambi Paesi che hanno buone relazioni con noi - contro alcuni punti in questi Paesi non sono stati portati avanti in alcun modo dalle Forze armate della Repubblica islamica o da altre forze del fronte della resistenza", ha affermato Khamenei in un messaggio a lui attribuito da Fars, aggiungendo che si tratta di "un piano che il nemico sionista mette in atto" per seminare discordia tra i vicini.
Khamenei, il nemico è stato sconfitto
In un messaggio diffuso oggi in occasione del Capodanno iraniano, la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha affermato: "Al momento, il nemico è stato sconfitto, grazie alla particolare unità che vi unisce, nostri compatrioti, nonostante tutte le differenze di origine religiosa, intellettuale, culturale e politica". Il messaggio attribuito a Khamenei è stato trasmesso dalla televisione di Stato in forma scritta, poiché non è ancora apparso in pubblico né in televisione da quando è stato eletto leader.
Mojtaba, illusione che uccidere leader potesse rovesciare governo
La Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha elogiato la fermezza degli iraniani di fronte alla guerra, affermando che gli attacchi statunitensi e israeliani si basavano sull'illusione che uccidendo i massimi leader si potesse rovesciare il governo. La dichiarazione scritta di Khamenei in occasione del Nowruz, il Capodanno persiano, è stata letta alla televisione iraniana. Khamenei ha elogiato gli iraniani per aver "costruito un fronte difensivo a livello nazionale e roccaforti in città, quartieri e moschee, infliggendo un colpo così devastante che il nemico è caduto in contraddizioni e dichiarazioni irrazionali".
Trump, armi russe e cinesi di Teheran inutili contro di noi
Nel conflitto tra Stati Uniti e Iran "non c'è partita". Lo ha detto Donald Trump durante un evento alla Casa Bianca. Gli iraniani "aveano molti ottimi mezzi, russi, cinesi, avevano un sacco di soldi, ma sono stati inutili contro i nostri mezzi", ha detto il presidente Usa.
Hezbollah nega di avere rete negli Emirati Arabi Uniti
Hezbollah ha negato di avere una rete negli Emirati Arabi Uniti. La dichiarazione del gruppo libanese sciita è giunta un giorno dopo che le autorità emiratine hanno annunciato lo smantellamento di una "rete terroristica" operante sotto copertura. I media statali degli Emirati Arabi Uniti hanno riferito che le autorità hanno arrestato membri di una rete sostenuta dall'Iran, coinvolta nel riciclaggio di denaro e nel finanziamento del terrorismo. Hezbollah ha definito le accuse un tentativo "infondato" di danneggiare la sua immagine e ha affermato di non essere presente negli Emirati. Il ministero degli Esteri libanese ha condannato "il complotto terroristico contro gli Emirati Arabi Uniti". La dichiarazione ha ricordato che il governo libanese ha dichiarato il 2 marzo che tutte le attività militari e di sicurezza di Hezbollah sono illegali.
Gb: media, 2 spie iraniane arrestate mentre tentavano di entrare in base Faslane
Due presunte "spie iraniane" sono state arrestate mentre tentavano di entrare nella base navale di Faslane in Scozia, sede della Roayl Navy dove sono di stanza i sottomarini nucleari britannici. Lo scrive il Daily Mail citando un portavoce della polizia scozzese. I sospetti sono un uomo di 34 anni e una donna di 31 anni, entrambi iraniani, che si sono avvicinati a bordo di un veicolo a un cancello della base navale britannica a Clyde, in Scozia. I due non avevano i permessi necessari per entrare e sono stati fermati per "comportamento sospetto". La polizia ha spiegato che "è in corso un'indagine e non verranno rilasciati ulteriori commenti". La base, situata a 40 chilometri a nord-ovest di Glasgow, ospita i sottomarini nucleari britannici, tra cui le unità Vanguard armate con missili Trident.
Iran, esportazioni di petrolio da Kharg continuano normalmente
L'Iran afferma che le esportazioni di petrolio dall'isola iraniana di Kharg continuano normalmente. Lo riporta Al Jazeera. I dati e il tracciamento satellitare mostrano che le petroliere continuano a caricare e il petrolio greggio a fluire nonostante gli attacchi. L'amministrazione Trump sta valutando la possibilità di occupare o bloccare l'isola di Kharg per fare pressione su Teheran affinché riapra lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito a Barak Ravid di Axios da quattro fonti.
Trump, stiamo facendo molto bene, non avranno mai arma nucleare
"In Iran stiamo facendo molto bene". Lo ha detto Donald Trump parlando nel corso di un evento alla Casa Bianca. "Non li lasceremo mai avere un'arma nucleare", ha aggiunto il presidente.
Hezbollah, colpiti 5 villaggi e città in nord Israele
Il gruppo libanese Hezbollah afferma di aver lanciato raffiche di razzi e droni che hanno colpito posizioni militari israeliane, città e villaggi, tra cui Kiryat Shemona, Hanita, Avivim, Ramot Naftali e Shlomi. Nella sua dichiarazione, il gruppo libanese sciita, ha aggiunto che i suoi combattenti hanno attaccato un gruppo di soldati israeliani nella città libanese di Khiam, teatro di intensi scontri negli ultimi giorni.
Trump attacca gli alleati Nato per l'Iran: "Codardi, ce ne ricorderemo"
Donald Trump all'attacco degli alleati della Nato. "Senza gli Usa" l'Alleanza "è una tigre di carta. Non vogliono unirsi alla battaglia per fermare un Iran con il nucleare. Ora che la battaglia è vinta dal punto di vista militare, con ben pochi pericoli per loro, si lamentano degli altri prezzi del petrolio che devono pagare ma non vogliono aiutare ad aprire lo Stretto di Hormuz. Vigliacchi, ce ne ricorderemo". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
Arrestati due intrusi in una base navale Gb, uno è un iraniano
Due persone sono state arrestate mentre tentavano di fare irruzione nella base navale di Faslane, il sito strategico della Royal Navy in Scozia dove sono di stanza i sottomarini nucleari britannici. Lo ha reso noto la polizia scozzese. Secondo quanto riportato dai media del Regno Unito, uno dei fermati è un uomo di 34 anni di nazionalità iraniana. Era accompagnato da una donna di 31 anni.
Baghdad, la missione Nato si ritira temporaneamente dall'Iraq
La missione Nato in Iraq si è temporaneamente ritirata dal Paese, hanno riferito all'Afp due funzionari della sicurezza irachena, citando l'impatto della guerra in Medio Oriente. "Non ci sono disaccordi" con il governo iracheno, ha dichiarato un funzionario in condizione di anonimato. "Si tratta di un ritiro temporaneo. Sono preoccupati per la situazione", ha aggiunto. "Possiamo confermare che stiamo rimodellando il nostro dispiegamento nell'ambito della missione Nato in Iraq. La sicurezza del nostro personale è di primaria importanza", ha fatto sapere il portavoce dell'Alleanza Alisson Hart, senza dare ulteriori dettagli.
Barrot: "Teheran si rassegni a concessioni importanti"
Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, in visita in Israele, ha chiesto a Teheran "concessioni importanti", nel 21esimo giorno della guerra israelo-americana contro la Repubblica islamica. "Qualunque sia l'esito delle operazioni militari in corso, dovrà essere completato da una soluzione politica che produca effetti duraturi. A questo proposito, il regime iraniano deve rassegnarsi a concessioni maggiori e a un cambiamento radicale di postura", ha dichiarato Barrot durante un punto stampa all'aeroporto internazionale Ben-Gourion di Tel-Aviv. "La stabilità della regione passa anche attraverso l'attuazione del piano di pace presentato dagli Stati Uniti d'America lo scorso autunno per Gaza: accesso umanitario senza ostacoli, disarmo di Hamas, ripristino di un orizzonte politico basato sulla soluzione a due Stati" (Israele e uno Stato palestinese che vivono in pace all'interno di confini sicuri e riconosciuti), ha aggiunto il ministro francese.
Zelensky, Usa ci hanno chiesto supporto specialistico
Gli Stati Uniti avrebbero chiesto all'Ucraina "supporto di esperti per il loro personale militare" nell'ambito della guerra contro l'Iran "in due aree della regione". Lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un post su X dopo un incontro con il Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, Rustem Umerov. "Stiamo anche esaminando le richieste dei partner europei le cui forze sono di stanza nella regione", ha aggiunto.
Svizzera sospende esportazione di armi agli Usa
La Svizzera ha sospeso le autorizzazioni per l'esportazione di armi verso gli Stati Uniti. In un comunicato il governo elvetico ha spiegato che "l'esportazione di materiale bellico verso i paesi coinvolti nel conflitto armato internazionale con l'Iran non può essere autorizzata per tutta la durata del conflitto".Al momento quindi "non è possibile autorizzare l'esportazione di materiale bellico verso gli Stati Uniti.
Ambasciata Teheran a Roma, offensivo parlare di cellule dormienti
In un post sul profilo X l'ambasciata iraniana a Roma ha respinto le "recenti dichiarazioni rilasciate da un’alta autorità italiana, che attribuiscono un presunto “rischio di terrorismo” agli iraniani residenti all’estero, non risultano soltanto infondate e prive di qualsiasi riscontro concreto, ma rappresentano anche una grave offesa nei confronti di una comunità riconosciuta a livello globale per il suo livello culturale, il rispetto delle leggi e il contributo significativo alle società in cui è inserita". "Affermazioni di questo tipo, che con eccessiva superficialità proiettano un’ombra di sospetto su un’intera nazione e sulla sua diaspora, non sono soltanto ingiuste e dolorose: risultano profondamente immeritate e lesive della dignità umana", si legge ancora.
Allarme per il lancio di missili dall'Iran a Tel Aviv e nel centro di Israele
L'Idf comunica che un nuovo lancio di missili dall'Iran è stato identificato contro Tel Aviv e il centro di Israele. Gli allarmi sono scattati. Milioni di persone stanno raggiungendo i rifugi.
Teheran: "Usa e e Israele hanno bombardato 16 navi iraniane"
Gli Stati Uniti e Israele hanno bombardato 16 navi iraniane in città portuali nel Golfo. Lo riferiscono le autorità locali, citate dall'agenzia di stampa Tasnim. "A seguito di un attacco aereo americano-sionista, almeno 16 navi appartenenti a cittadini delle città di Bandar Lengeh e Bandar-e Kong sono state completamente distrutte", ha dichiarato un funzionario della provincia di Hormozgan, nel sud del Paese.
Idf, raid su obiettivi militari su rive Mar Caspio
Le forze di difesa israeliane affermano di aver lanciato una serie di attacchi aerei contro siti iraniani nella città di Nur sulle rive del Mar Caspio.
Axios, Trump valuta piani occupare Kharg per ottenere riapertura Hormuz
L'amministrazione Trump sta considerando piani per occupare o bloccare l'isola di Kharg per fare pressioni sull'Iran affinché riapra lo stretto di Hormuz. Lo scrive Axios citando quattro fonti, aggiungendo che un'operazione per prendere il controllo dell'isola, a 15 miglia dalle coste iraniane, da dove passa il 90% delle esportazioni di greggio iraniano, potrebbe mettere militari americani direttamente sulla linea del fuoco. Per questo, aggiungono le fonti, un'operazione del genere potrebbe essere lanciata solo dopo che le forze americane avranno ulteriormente degradato le capacità militari iraniane intorno allo stretto di Hormuz, obiettivo che potrebbe richiedere ancora alcune settimane, anche un mese.
"Abbiamo bisogno di un mese per indebolire gli iraniani con più raid, prendere l'isola e così tenerli per le palle e usarla per i negoziati", ha detto una fonte informata sulle valutazioni della Casa Bianca.
Per fare questo sono necessarie più truppe, aggiungono le fonti, ricordando che tre diverse unità di Marine sono in viaggio verso la regione, mentre Casa Bianca e Pentagono stanno considerando anche altre mobilitazioni.
"Lui vuole Hormuz aperto - aggiunge un'alta fonte dell'amministrazione riferendosi a Donald Trump - e se deve prendere l'isola di Kharg per farlo, allora questo succederà. Se decide di fare un'invasione costiera, questo avverrà, ma questa decisione - avverte la fonte - non è stata ancora presa".
E infine dall'amministrazione fanno un distinguo sulla questione dei 'boots on the ground': "Abbiamo sempre avuto le truppe sul terreno nei conflitti sotto ogni presidente, compreso Trump. So che è una fissazione dei media, e io capisco la politica, ma il presidente farà quello che è giusto".
Erdogan: "Dio possa distruggere Israele"
"Possa Egli, 'il dominatorè (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, utilizzando uno dei nomi usati nell'Islam per descrivere Dio: Kahrar, traducibile come "il dominatore" o "colui che sottomette". Come riferisce Anadolu, il leader turco si è espresso in questi termini parlando dopo la preghiera del venerdì in una moschea di Rize, località sul Mar Nero di cui la sua famiglia è originaria. "Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti", ha aggiunto Erdogan nel suo discorso.
Pasdaran: "Il nostro portavoce ucciso dagli attacchi Usa-Israele"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini. Naini "è stato martirizzato nel vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all'alba", hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro sito web Sepah News.
Khamenei: "Bisogna creare insicurezza per i nemici"
"Il Ministero dell'Intelligence deve proseguire sulla sua strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani". Lo si legge in un messaggio attribuito alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in cui ha espresso le sue condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian "per il martirio del ministro dell'Intelligence Esmaeil Khatib". Nel messaggio pubblicato su Mehr News, l'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale di proprietà statale, Khatib viene descritto come "un veterano di guerra instancabile" che "ha profuso grandi sforzi per la causa della Rivoluzione Islamica".
Il messaggio è stato pubblicato quando di Khamenei non è ancora stata diffusa alcuna immagine o video verificato dalla sua nomina a nuovo leader della Repubblica islamica, e mentre circolano speculazioni sulle sue reali condizioni di salute dopo il coinvolgimento negli attacchi statunitensi e israeliani.
nuovi raid Israele sul Libano, nel paese oltre 1000 vittime
Israele ha colpito alcune città del Libano meridionale, causando numerosi feriti. Lo riporta l'agenzia di stampa statale libanese Nna parlando di attacchi all'alba sulle città di Bafliyeh e Hanine nei distretti di Tiro e Bint Jbeil. Il ministero della Salute di Beirut ha dichiarato che gli attacchi israeliani hanno causato la morte di 1.001 persone in Libano dal 2 marzo, tra cui 79 donne, 118 bambini e 40 operatori sanitari. Più di 2.584 persone sono rimaste ferite.
Guerra è costata fino ad oggi 25 miliardi di dollari a Usa
La guerra contro l'Iran è costata fino a oggi agli Stati Uniti 25.4 miliardi di dollari. E' quanto si legge sul sito 'Iran War Cost Tracker' che monitora in tempo reale l'andamento del costo del conflitto per Washington. Il calcolo - viene spiegato - si effettua sui dati forniti dal Pentagono al Congresso ovvero 11.3 miliardi di dollari nei primi 6 giorni più un miliardo di dollari al giorno in seguito. La guerra, in sintesi, costa agli Stati Uniti 11.5 dollari al secondo.
Media: "Nella notte forti esplosioni in più città dell'Iran"
Nella notte sono state segnalate forti esplosioni in diverse città iraniane. Lo scrive Iran International. Secondo le prime informazioni, le esplosioni si sono verificate a Bandar Lengeh e Isfahan, mentre a Yazd le autorità hanno riferito che due siti militari alla periferia della città sono stati presi di mira nelle prime ore del mattino. Esplosioni sono state udite anche nelle contee di Bardsir e Baft, nella provincia di Kerman, e ad Arak.
Pasdaran: "Non abbiamo carenze nelle scorte di missili"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che la produzione di missili continua nonostante il conflitto in corso, aggiungendo che non vi sono carenze nelle scorte. Lo scrive Iran International. "La nostra industria missilistica ha meritato il massimo dei voti nel 2025 e non c'è motivo di preoccuparsi a questo proposito", ha dichiarato il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Ali Mohammad Naini, aggiungendo che la produzione prosegue in condizioni di guerra e avvertendo di "sorprese" e operazioni più complesse in futuro.
Media Usa, altre navi e marines americani in arrivo in Medioriente
L'esercito statunitense sta accelerando il dispiegamento di navi e migliaia di marines nell'area del Golfo nell'ambito della guerra contro l'Iran. Lo afferma 'Newsmax' citando funzionari americani. In totale - viene spiegato - si prevede l'invio di tre imbarcazioni e circa 4mila militari. Fra loro ci sarebbe anche il gruppo anfibio 'Boxer'. Secondo le fonti marinai e marines avrebbero abbreviato il periodo di congedo dopo aver completato la certificazione e l'addestramento per accelerare il loro dispiegamento.
Israele annuncia nuova ondata di attacchi aerei su Teheran
In seguito al recente lancio di missili balistici iraniani contro il nord di Israele, l'esercito israeliano ha annunciato una nuova ondata di attacchi aerei su Teheran. Lo riferiscono i media israeliani.Le Idf affermano che gli attacchi sono diretti contro "le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran".
Iran: attacco con droni a raffineria petrolio in Kuwait
Il Kuwait ha dichiarato nella notte che la raffineria di petrolio di Mina Al-Ahmadi è stata nuovamente attaccata da droni iraniani, provocando incendi in diverse unità. La raffineria era già stata colpita giovedì, con conseguenti incendi. Il Kuwait ha affermato che i vigili del fuoco stavano cercando di domare le fiamme e che non si sono registrati feriti nell'immediato. L'attacco iraniano è avvenuto mentre il Kuwait celebrava l'Eid al-Fitr, la festa che segna la fine del mese sacro di digiuno musulmano del Ramadan.
Macron evoca missione Onu a Hormuz dopo guerra
Il presidente francese Emmanuel Macron ha sollevato la possibilità di un quadro di cooperazione delle Nazioni Unite per una futura missione volta a garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz, una volta cessati i combattimenti, suggerendo che "potrebbe essere d'aiuto". La Francia intende "mettere alla prova i principali partner, e in particolare i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", sull'"opportunità di un quadro di cooperazione delle Nazioni Unite per ciò che vogliamo fare a Hormuz", ha dichiarato il presidente francese ai giornalisti dopo il Consiglio Europeo a Bruxelles. "Abbiamo avviato un processo esplorativo e vedremo nei prossimi giorni se avrà possibilità di successo", ha aggiunto, spiegando di aver discusso la questione con il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, con il primo ministro indiano Narendra Modi e con diversi leader europei. Macron ha ribadito che "la Francia è pronta, insieme ad altre nazioni, ad assumersi la responsabilità di un sistema di scorta navale nello Stretto, nell'ambito di una missione che non intende essere un'operazione militare. Tuttavia, non parteciperemo ad alcuna apertura forzata dello Stretto nel contesto delle operazioni belliche e dei bombardamenti in corso" in Medio Oriente, ha insistito il presidente francese.
Meloni: "Ue prevenga crisi migratoria rafforzando confini esterni"
C'è un "possibile impatto" della crisi iraniana "anche sul fronte migratorio, oggetto della riunione di questa mattina del tavolo dei Paesi like-minded, che poi attraverso una proposta italo-danese ha proposto di inserire nelle conclusioni un riferimento molto chiaro sul fatto che l’Europa, anche imparando dalla crisi del 2015, debba oggi invece prevenire una possibile crisi migratoria, rafforzando ancora di più la difesa dei suoi confini esterni. Quindi altra iniziativa sulla quale c'è stato un importante contributo italiano". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine del Consiglio europeo.
Meloni: "Nessuno pensa a missione militare per forzare blocco Hormuz"
"Su questo voglio essere chiara, perché mi pare che ci siano state delle interpretazioni un po’ forzate: nessuno pensa a una missione militare per forzare il blocco nello stretto di Hormuz. Quello su cui ci interroghiamo è, quando dovessero esserci le condizioni - ma ragionevolmente in una fase post-conflitto - come possiamo offrire il contributo, chiaramente d’accordo con le parti, per garantire e difendere la libertà di navigazione". Lo ha precisato la premier Giorgia Meloni, al termine del Consiglio europeo.