Stadio, un progetto fuori contestoIl dibattito

(...) Tuttavia ritengo che il suo interesse sia direttamente proporzionale all'importanza che il Comune gli desta soprattutto a livello economico. È risaputo come il Comune di Genova sia conservatore e poco esposto ai cambiamenti e che comunque abbia già le idee piuttosto chiare sulle innovazioni da apportare o meno. Lo dimostra il fatto che i lavori per la moschea pare siano in itinere e come invece il progetto di sfruttare al meglio l'ex-Mercato del Pesce, o di spostare le sedi dei centri sociali in luoghi più consoni, o di creare dei campi nomadi a norma e legali sia fermo e agli albori per un giusto e doveroso decollo di una città bella esteticamente, ricca di risorse e di arte ma poco valorizzata e tendente al declino. Inoltre, sottolineerei un altro aspetto, che si ricollega al periodo in cui Roberto Maroni era Ministro degli Interni dell'ex-governo Berlusconi. In quel periodo era stato creato un vero ed importante progetto di rinnovo in ambito calcistico: discorso sicurezza negli stadi, la possibile eliminazione delle gabbie per diminuire la violenza ed il terrorismo psicologico, l'incremento di iniziative in favore delle famiglie, la tessera del tifoso, la costruzione di stadi su modello juventino e quindi di proprietà.
Caduto il governo Berlusconi è caduto ogni impegno in questo senso. Era proprio in questo contesto che avrei maggiormente tifato per la costruzione di un altro stadio per i genovesi. Invece attualmente vedo purtroppo tale argomento fine a se stesso e costretto a divenire un mero dibattito senza scopi né vie d'uscita.

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