Oh, ecco una bella notizia! Ieri, tra una telefonata in cui ci proponevano uno sconto sulla bolletta della luce e una in cui ci dicevano «Abbiamo ricevuto il tuo curriculum...» e sì che l'ultimo l'abbiamo spedito nel '94 - abbiamo avuto quei due minuti di tempo per leggere che è scattato un nuovo blocco alle telefonate moleste. Olè! Il problema è che sono dieci anni - avevamo ancora l'iPhone 4 - che leggiamo il titolo «Stop alle telefonate moleste». Più ripetitivo di certe telefonate c'è solo il giornalismo.
Speriamo sia la volta buona. Perché contro call center e telemarketing abbiamo fatto tutto. Bloccare i numeri sospetti, installare l'app truecaller, scaricare filtri anti-spoofing, avvolgere il cellulare nella stagnola («E che cazzo c'entra»?, «Ma no, niente, così») e ci siamo pure iscritti al registro delle Opposizioni, è semplice: ogni mese ti arriva una telefonata per chiederti se desideri non riceverne più.
E insomma a un certo punto ci chiamavano tutti: gas, acqua, luce, telepass, TIM, Vodafone, Wind, Fastweb, persino Renzi («E perché?»; «Boh, voleva mandarmi il suo curriculum»), e poi sono iniziate le telefonat iin cui un robot ci dice di restare in attesa dell'operatore... Mah. Però abbiamo capito che esistono due tipi di call center: quelli illeciti e quelli legali, ma che operano violando le regole.
Sta di fatto che
in Italia si stima vengano effettuate 15 miliardi di chiamate promozionali all'anno, una media per ogni cittadino di otto telefonate a settimana, più di 30 al mese. Scusate... Ora però dobbiamo andare. Ce n'è arrivata una.