Scusate ma noi, che siamo piccoli editori oltre che giornalisti, 'sta polemica sul patentino antifascista per iscriversi alla fiera Più libri, più o meno liberi non la capiamo. È semplice: "Devi pensarla come noi, quindi firma£. E certo che firmo! E così da editori di sani principi democratici, abbiamo scaricato il modulo dal sito NoiIlliberali.it, ed eccolo qui: chiedono di stamparlo in carta riciclata? E va bene. Verde? E green pass sia. Lo vuoi arcobaleno? E te lo stampo arcobaleno!
Comunque. L'abbiamo letto. Il solito "Care tutte e cari tutti compagni antifascist*, è con pieno spirito liberale e inclusivo che vogliamo sbattere fuori quelle merde di destra dalla fiera, e quindi ti chiediamo eccetera eccetera...". Fin qui tutto ok. Si rinnova ogni 25 aprile. Poi però sono iniziati i dubbi. Il patentino prevede un test a risposta multipla, e a ogni errore sono cento euro in più per lo stand. E comunque. "Qual è il nostro inno nazionale?", facile: Bella ciao. "Chi ha liberato l'Italia?": i partigiani, va bene. "Dove fanno le vacanze gli antifascisti?" è già più complicato: Capalbio, La7, Ventotene? E poi: "Chi ha rubato l'oro di Dongo?", si sa: il Partito comunista; ma possiamo scriverlo? E la frase: "Una volta nel gregge è inutile che abbai: scodinzola" l'ha detto Cechov o Chiara Geloni?
Insomma, diventava complicato.
In più, i documenti da allegare: tessera Anpi, modulo per i corsi di recupero in val d'Ossola e un altro patentino - antisionista - per avere il patentino...Abbiamo lasciato stare. L'antifascismo va bene, ma abbiamo anche cose più serie cui pensare.