Giorni contati per la casa occupata Autonomi pronti a fare le barricate

Giorni contati (forse) per una parte della casa occupata di via dei Transiti 28, sede da decenni di uno dei centri sociali più arrabbiati dell’area antagonista milanese. Dopo gli articoli del Giornale che raccontavano l’odissea di una coppia di milanesi - proprietari di un appartamento nello stabile occupato di cui non riescono in nessun modo ad entrare in possesso ma di cui devono pagare le spese - a rendere noto l’imminente sgombero è un comunicato dello stesso centro sociale.
Lo sgombero sarebbe fissato per la mattina del prossimo 10 febbraio, quando a venire restituiti ai legittimi proprietari dovrebbero essere un appartamento e i locali che attualmente ospitano un ambulatorio medico autogestito. Ma dai vertici della Questura milanese non è stato possibile ieri sera avere conferme dello sgombero, nè tantomeno capire se si tratterà di una iniziativa solo formale, affidata agli ufficiali giudiziari e destinata come altre volte a risolversi in un nulla di fatto, o se invece è stato disposto l’utilizzo della forza pubblica per sloggiare effettivamente gli occupanti.
Il comunicato del centro sociale mette in diretta relazione gli articoli del Giornale con lo sgombero. «Il Giornale dipinge T28 (è il nome del centro sociale, ndr) come un oscuro covo dove individui pericolosi, protervi ed arroganti espropriano con minacce poveri proprietari inermi dei beni comprati con i risparmi di una vita. Probabilmente questa campagna mira a spianare la strada al prossimo tentativo di sfratto di un appartamento e dell’Ambulatorio medico popolare, previsti per il prossimo 10 febbraio». La nostra testata è accusata di fare «pessimo giornalismo non controllando la veridicità di quanto viene scritto». Ma la parte più interessante del comunicato è quello che racconta il rapporto tra gli occupanti e i legittimi proprietari, accusati di essere degli speculatori in cerca di affari facili.
«Una parte degli occupanti - si legge - col tempo si sono via via regolarizzati sia con contratti d’affitto sia con l’acquisto delle case in cui vivono. Altri appartamenti sono invece stati acquistati da soggetti esterni alla casa, immobiliari o privati, perfettamente a conoscenza della situazione della casa occupata ed intenzionati a realizzare la solita speculazione. In questo meccanismo speculativo rientra anche l’acquisto dell’appartamento da parte di Pisoni padre, che era anche lui perfettamente consapevole del fatto che l’appartamento e buona parte dello stabile erano occupati da moltissimi anni. Aggiungiamo che gli occupanti hanno ripetutamente cercato un accordo con la famiglia Pisoni-Mura proponendo un affitto o un acquisto a condizioni eque, e si sono sentiti replicare che era in corso un tentativo di vendita a terzi a prezzi assolutamente speculativi».
«Inoltre - si legge ancora - gli occupanti di via dei Transiti non hanno mai minacciato nessuno» mentre sarebbe stato il proprietario dell’appartamento, il signor Mura «a minacciare di farsi giustizia da solo». Di fronte, come è evidente, ci sono concezioni radicalmente diversi sul ruolo della proprietà privata e dei diritti ad essa connessi.
A dare manforte contro il tentato sgombero, gli occupanti di via dei Transiti hanno chiamato tutto il movimento dell’ultrasinistra milanese. Ma è tutto da vedere che non si tratti dell’ennesimo falso allarme. Già nel gennaio dello scorso anno al portone dello stabile avevano bussato gli ufficiali giudiziari con l’ordine di sfratto, ma di fronte al diniego degli abusivi presenti in forze se n’erano andati senza insistere. Il 12 giugno nuovo allarme via Internet contro lo sfratto imminente di un occupante, e di nuovo un nulla di fatto. E a novembre la storia si ripete, viene lanciata la mobilitazione contro l’annunciato sgombero dell’Ambulatorio medico popolare, ma per la terza volta non accade nulla. Ora una nuova data, 10 febbraio: e di nuovo il T28 chiama a raccolta l’universo antagonista, appuntamento alle 5 di mattina davanti allo stabile occupato.
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