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Gorgoni, miti e luce. Il museo Mitoraj dedicato alla scultura tra mare e marmi

A Pietrasanta inaugurata la struttura che raccoglie le opere del maestro italo-polacco

Gorgoni, miti e luce. Il museo Mitoraj dedicato alla scultura tra mare e marmi

nostro inviato a Pietrasanta

Nel 1994 Igor Mitoraj (1944 - 2014), che aveva compiuto il suo primo viaggio a Carrara nel 1979 e che già nel 1983 aveva deciso di stabilirsi a Pietrasanta - aprendo uno studio e dividendo la sua vita tra l'Italia e la Francia - donò alla sua nuova città ai piedi delle Alpi Apuane, fra il marmo e il mare, la statua del Centauro, posta nella piazza omonima. Fu in quella occasione che l'allora ministro dei Beni culturali Antonio Paolucci, pensando a quella patria creativa e operosa di scultori e artisti, di lavoratori del marmo e del bronzo, di artigiani e galleristi, di scrittori, collezionisti e intellettuali (con il loro codazzo di giornalisti...), definì Pietrasanta battezzando felicemente un luogo unico e insieme condannandola a luogo comune una "Piccola Atene".

Da allora Igor Mitoraj fece di Pietrasanta la sua residenza definitiva e il centro del suo lavoro. La città ha continuato a vedere passare artisti e amanti dell'arte (e un numero sempre maggiore di turisti). Qualcuno ha cominciato anche a pensare che semmai era Atene che era diventata una grande Pietrasanta, dall'Ellade alla Versilia. E dieci anni fa dopo la morte dello scultore polacco, ma tedesco di nascita, e francese per studi, e italiano per destino artistico si è cominciato a progettare un grande museo Igor Mitoraj che celebrasse, un domani, la sua presenza qui. Oggi dopo quattro sindaci, tre ministri e una spesa complessiva compresa fa i diciotto e i venti milioni di euro - quel domani è arrivato.

Benvenuti nel nuovo Museo Igor Mitoraj, trasparente come l'acqua là in fondo, imponente come le alpi qui dietro, che ha occupato gli spazi dell'ex mercato comunale coperto bellissimo - progettato da Tito Salvatori negli anni Sessanta e riqualificato benissimo - dallo studio di architettura OBR di Paolo Brescia e Tommaso Principi. Eccolo qui, tra la stazione ferroviaria e il centro storico di Pietrasanta: un edificio dalle grandi pareti perimetrali interamente in vetro, attraversato dalla luce naturale di giorno e lanterna urbana di notte che diffonde all'esterno i bagliori del sofisticato impianto illuminotecnico, e sul davanti una piazza pubblica, prato e ghiaietto, con una scultura monumentale in bronzo: la grande Corazza di Mitoraj. Dentro, una collezione di quasi 70 opere dell'artista.

Open space, l'arte che esce in strada, frammenti di corpi, volti mutili, Morfeo e gorgoni, reperti e reinterpretazioni, miti antichi, sensibilità moderna, tecniche contemporanee e ulivi secolari. Guardando il risultato, crediamo sia esattamente ciò che Mitoraj avrebbe voluto vedere.

A vedere il nuovo museo, per l'inaugurazione ufficiale, sabato sera c'erano tutti, da destra a sinistra. Il ministro Alessandro Giuli ("Celebriamo una grande impresa, figlia di una storia in cui s'intrecciano l'amore per l'arte, l'identità profonda di Pietrasanta e un modello esemplare di rigenerazione urbana"), il governatore della Toscana Eugenio Giani ("Mitoraj ha trovato qui la sua casa artistica e umana, intrecciando il proprio talento con la maestria delle nostre botteghe e delle nostre fonderie") e il sindaco Alberto Stefano Giovannetti ("Consegniamo questo luogo alla comunità di Pietrasanta, ai visitatori che arriveranno da ogni parte del mondo e alle generazioni future"). E poi c'erano Andrea Bocelli, che ha casa al Forte, Eike Schmidt, direttore di Capodimonte (e già degli Uffizi), che è nel board del museo, il direttore d'orchestra belga Michael Guttman, e gli artisti che qui vivono e lavorano, e poi collezionisti e galleristi e tutti i "pietrasantini", o quasi...

Diretto dall'architetto Frank Boehm (già direttore del Museum Insel Hombroich di Düsseldorf), il Museo Igor Mitoraj che nella governance ha appunto Ministero, Regione e Comune ed è sostenuto dalla Fondazione presieduta da Jean-Paul Sabatié, compagno ed erede del patrimonio artistico di Mitoraj è sì la casa dello scultore polacco-pietrasantino che ha reso materia l'immateriale: il sogno, il mito, l'enigma, il mistero dell'antico, il desiderio, la solitudine, il trascorrere del tempo, il silenzio, la fragilità umana e - insieme - la bellezza duratura dell'arte classica e quella presente dell'arte contemporanea; e infatti espone un corpus che rappresenta tutta l'opera dell'artista, sia dal punto di vista delle tecniche (disegni, quadri, mosaici e sculture in ghisa, bronzo, oro, marmo...); sia tutti i suoi periodi, dagli anni '70 all'anno prima della morte; sia tutte le misure con cui si è confrontato, dai pezzi monumentali come Bocca della Rocca Bianca, un'enorme scultura in marmo biancoapuano del 1985 che pesa mezzo quintale, a quelli in miniatura, come Torso bijoux, un piccolo gioiello d'argento dorato del 1977. Ma il museo sarà anche, e soprattutto, un centro d'arte, tra materia e memoria, ricerca e dialogo, dedicato alla scultura contemporanea internazionale (è già stata annunciata per la prossima primavera una grande mostra: Figura, con opere di artisti di tutto il mondo) e insieme cantiere di produzione creativa e testimonianza della grande scultura passata da Carrara e dai laboratori e le fonderie di Pietrasanta, dai maestri del passato all'altro pietrasantino illustre, Fernando Botero, fino ai nuovi nomi di domani.

Ecco, il domani.

La sfida del museo perché la domanda è: come può vivere una struttura così ricca e ambiziosa? sarà quella di non chiudersi dentro Pietrasanta ma aprirsi al mondo. Cioè, come il grande Icaro di Mitoraj, aprire le ali e volare.

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