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I The Jackal ricordano il maestro Beppe Vessicchio

I The Jackal hanno ricordato il compianto direttore d'orchestra di tanti Festival di Sanremo Beppe Vessicchio

il maestro Beppe Vessicchio e i The Jackal
il maestro Beppe Vessicchio e i The Jackal
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I The Jackal hanno deciso di ricordare Beppe Vessicchio con un video intimo e profondo con cui hanno omaggiato il compianto direttore d’orchestra, abbandonando quasi del tutto l’ironia per lasciare spazio ai ricordi delle edizioni passate del Festival di Sanremo. I video ironici dei The Jackal con Vessicchio erano diventati virali negli anni scorso e, oggi, queste è il video più condiviso e più commentato.

“Quest’anno è diverso, è il primo Sanremo senza un caro amico”, dice Fabio Balsamo che, tra aneddoti e riflessioni, fa un ritratto molto commovente di Vessicchio che era capace di rendere ogni conversazione particolare.

Balsamo ricorda che Vessicchio è stato il primo ospite delle edizioni sanremesi dei video dei The Jackal. Il comico, poi, racconta uno dei loro primi incontri, un pranzo durante il quale Vessicchio aveva spiegato che ‘la musica dipende dalla forza di gravità, ossia che tutto ha una fine perché “tutto ciò che sale prima o poi ricade, come le foglie di un albero”. Una legge naturale che, secondo il Maestro, educa istintivamente anche l’essere umano ad accettare la fine. Un concetto che Vessicchio spiegava attraverso l’esempio dei bambini che, contando da uno a dieci, dicono i primi numeri lentamente, quelli centrali velocemente, e poi allungano a dismisura gli ultimi due, come se percepissero che dopo il nove finisce tutto. “La fine è naturale, ma non piace a nessuno”, osserva Balsamo che, poi, aggiunge: “Se potessimo spostarla anche solo di un attimo, la sposteremo all’infinito”.

“Mi hanno chiesto di studiare la melodia dell’universo”, raccontava Vessicchio ai The Jackal.

E poco dopo, con molta umiltà, confessava: “Mi hanno contattato per scrivere la colonna sonora di un film, però non so se sono all’altezza”. Balsamo, infine, chiosa:“Oggi finisce un viaggio. Se per non soffrire più noi dovessimo dimenticare tutte le cose belle che abbiamo vissuto insieme, tutti gli attimi, allora va bene così”.

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