Il governo accelera sul caro-carburanti, ma per gli interventi più mirati servirà ancora qualche giorno. Il Consiglio dei ministri di oggi è infatti orientato a varare una nuova proroga del taglio delle accise sul diesel, mentre prosegue il lavoro sui sostegni selettivi destinati a famiglie e lavoratori. Intanto i prezzi continuano a correre: secondo l’Osservatorio del Mimit, ieri la benzina self costava 2,120 euro al litro sulla rete stradale e il gasolio a 2,231 euro. In autostrada si sale rispettivamente a 2,212 e 2,313 euro. Una soluzione ponte appare dunque necessaria. La misura più immediata riguarda il gasolio: lo sconto di 17,1 centesimi al litro, introdotto la scorsa settimana e in scadenza giovedì, dovrebbe essere prorogato per altri 7-10 giorni. Una finestra temporale breve, legata all’elevata volatilità dello scenario internazionale e alla necessità di definire con maggiore precisione le risorse disponibili. Con il nuovo provvedimento salirebbero a sedici i decreti adottati dal governo per contenere i prezzi dei carburanti. Dal marzo scorso, secondo le stime circolate, sono stati mobilitati circa 2,7 miliardi tra riduzione delle accise e interventi a favore delle categorie più esposte.
A guardare il quadro europeo, la posizione dell’Italia risulta meno drammatica di quanto raccontino le polemiche quotidiane. La media Ue della benzina si ferma a 1,912 euro al litro, con l’Italia poco sopra questa soglia; ma il confronto tra le quattro maggiori economie del continente vede Roma ben posizionata. La Francia paga la benzina 2,130 euro e il gasolio 2,300 euro, la Germania rispettivamente 2,331 e 2,328 euro: entrambe più care dell’Italia su ogni fronte. Solo la Spagna, con 1,886 e 1,868 euro, fa meglio.
La proroga consente soprattutto di guadagnare tempo sugli aiuti selettivi annunciati dal governo. Tra le ipotesi sul tavolo c’è un buono benzina una tantum destinato ai lavoratori con redditi fino a 35mila euro. Si ragiona su un contributo che potrebbe essere distribuito tra ottobre e dicembre, per un valore complessivo nell’ordine dei 100-150 euro, ma l’importo dipenderà dalle risorse effettivamente disponibili. La maggioranza discute anche sulla platea: l’obiettivo è valutare un’estensione a lavoratori autonomi e partite Iva, oltre ai dipendenti, mentre Lega e Fdi spingono per una soglia reddituale più ampia. Nel frattempo prende quota anche una soluzione strutturale da inserire nella legge di Bilancio: uno sconto sul bollo auto, più consistente per le vetture di piccola cilindrata e progressivamente ridotto all’aumentare della potenza. L’agevolazione potrebbe riguardare anche le partite Iva che utilizzano l’auto per lavorare, ma difficilmente potrebbe produrre effetti prima del prossimo anno. Il vero snodo resta però il 22 settembre, quando l’Istat aggiornerà i dati sui conti pubblici.
Se il rapporto deficit/Pil dovesse scendere sotto il 3%, l’Italia si avvicinerà all’uscita dalla procedura per extra-deficit. Non ci saranno «tesoretti», ma la maggiore credibilità rappresenta essa stessa un premio.
