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Crosetto cambia pelle sui social: così il ministro ora dà la caccia alle fake news una per una

Tra risposte secche, repost e smentite dirette, il titolare della Difesa alza il ritmo su X e trasforma il profilo in un fronte politico contro propaganda e disinformazione

Crosetto cambia pelle sui social: così il ministro ora dà la caccia alle fake news una per una
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Sono diverse settimane oramai il ministro Guido Crosetto che deciso di cambiare passo sui social media e di adottare una nuova e diversa strategia di presidio, abbandonando quasi del tutto quell’atteggiamento di distacco e disinteresse che ha pure lungamente caratterizzato i primi anni alla guida della Difesa. Ci sono più indizi, fatti di risposte e di repost pubblicati con l’account X, che sembrano confermare la scelta maturata da Crosetto di voler contrastare direttamente e senza alcuna intermediazione quelle narrazioni che spammano sui feed degli utenti meno attenti quintalate di disinformazione e misinformazione, non solo sui temi della tema della sicurezza e della difesa, ma anche quelle più propriamente politiche. Un ingaggio che lo porta sempre più spesso a infilarsi senza alcun timore nelle bolle cognitive dove menzogne, livore e analfabetismo dominano sui toni pacati e riflessivi. E il nuovo Crosetto sembra determinato a non lascia passare più nulla, vigile e pronto nel censurare ogni singola fake news senza distinguere se le sue risposte sono destinate a post di account verificati o che hanno solo qualche decina di follower.

Così, giusto per estrapolare alcune delle recenti e piccate risposte a conferma di questa impronta interventista, c’è quella sotto il post dell’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, che aveva provato a strumentalizzare la sua intervista pubblicata dal Corsera: “la follia senza limiti – risposta il ministro - è quella di chi massacra decine di migliaia di ragazzi che chiedono solo la libertà di vivere, è la ricerca di un ordigno atomico per poterlo usare contro il nemico di sempre, Israele, è armare gruppi terroristici in ogni parte dell’oriente e dell’occidente e programmare stragi come quella del 7 ottobre, è considerare nemici tutti quelli che hanno un’altra cultura, è attaccare nazioni arabe vicine solo per scatenare una crisi economica. Questa è follia”. Oppure quando replica con un secco “Fake” al post di Eli David, che su X ha 855 mila follower, un cui accusa anche l’Italia di essere un cattivo alleato degli Stati Uniti perché vuol sabotarne gli sforzi bellici.

Lo stesso post ripreso anche dall’ex senatore leghista Simone Pillon che scrive candidamente quanto il “il governo italiano, Crosetto in testa, sbaglia a chiudere lo spazio aereo agli americani” e il ministro che gli risponde: “Scusa ma chi ha chiuso lo spazio aereo? La chiusura dello spazio aereo a qualcuno non è come decidere tra caffè e cappuccino. Tu scrivi una cosa falsa, allineandoti ad una propaganda falsa, ma con l’autorevolezza di un ex membro del Parlamento. Sarebbe opportuna più serietà”. Ma, l’elenco dei repost, come quelli ai post di Carlo Calenda, Franco Bassanini, Piercamillo Falasca, Gian Domenico Caiazza, ai giornalisti da Luciano Capone a Ermes Antonucci, è lungo e articolato, così come quelle delle risposte, tra queste solo per citarne alcune di marzo ci sono quelle ad Andrea Orlando, a Stefano Feltri, a Paolo Becchi. Questa strategia di andare ad affrontare i nemici della verità sul loro stesso terreno ha dato anche dei frutti, ovviamente non desiderati direttamente, facendo crescere dall’inizio dell’anno l’account X di 7.

600 nuovi follower, mentre l’engagement, che evidenzia percentualmente il coinvolgimento dei follower, è aumentato rispetto all’ultimo trimestre del 2025 del 57%, così come i post totali pubblicati da gennaio sono stati 411 ben il 395% in più rispetto all’ultimi trimestre dell’anno passato.

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