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Governo

Il “ColtivaItalia” adesso è legge: oltre un miliardo all’agricoltura

La premier Meloni rivendica: “Uno dei provvedimenti più significativi degli ultimi decenni”. Nessun contrario in Senato. Il ministro Lollobrigida pungola l’Ue: “Non doveva rinunciare ai fertilizzanti”

Mercosur, no della Francia. L'Italia ago della bilancia

ll Ddl ColtivaItalia è legge. «Oltre un miliardo di euro di investimenti per sostenere chi ogni giorno, con sacrificio, passione e dedizione, lavora la nostra terra, custodisce le nostre tradizioni e contribuisce alla crescita dell’economia nazionale», esulta su X il premier Giorgia Meloni per l’approvazione del provvedimento licenziato in via definitiva dal Senato con 76 voti favorevoli e nessuno contrario.

Il presidente del Consiglio considera il provvedimento «una delle misure più significative degli ultimi decenni per il settore agricolo, che mette al centro le esigenze di chi produce, puntando su sostegno alle imprese, ricerca, ricambio generazionale e difesa del Made in Italy». Meloni vede nel ColtivaItalia «un passo avanti per rafforzare la sovranità alimentare della nostra Nazione» e per «garantire maggiore solidità e prospettive di crescita alle aziende e tutelare la salute dei cittadini». Il premier ricorda che «dietro ogni prodotto della nostra terra ci sono mani che lavorano, famiglie che fanno sacrifici e persone che dedicano la propria vita a una delle più grandi ricchezze dell’Italia» e «a loro conclude - vogliamo continuare a garantire rispetto, sostegno e risposte concrete».

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, invece, rivendica con orgoglio il fatto che l’Italia dal 2024 sia «la prima agricoltura europea per valore aggiunto con oltre 46,6 miliardi di euro» e un export che vale 72,6 miliardi di euro. Ma non solo. I dati Istat indicano «l’Italia come la nazione in cui il reddito degli agricoltori cresce più di ogni altro reddito in Italia». E aggiunge: «Non è mai sufficiente ma in Europa il reddito degli agricoltori, in assoluto, vede l’Italia prima, seconda solo in percentuale al Portogallo lo scorso anno». Sul costo del carburante, invece, dice: «Non dipende dalle azioni del governo, non dipende nemmeno dalle vicende legate all’Unione europea, se non per il fatto che l’Unione Europea purtroppo nel contesto mondiale da troppo tempo è un comprimario rispetto alle dinamiche mondiali», mentre noi subiamo «gli effetti di quello che gli altri compiono». Lollobrigida si riferisce chiaramente alla guerra russo-ucraina, alle tensioni in Medio-Oriente e alle «vicende legate alla chiusura degli stretti che mostrano la debolezza delle catene di approvvigionamento». Il titolare del dicastero dell’Agricoltura, poi, punta il dito sugli errori dell’Ue che non ha previsto scenari di questa natura considerandoli superati dalla storia, trascurando problematiche come «quello dei fertilizzanti o del carburante» che «è un problema di carattere strutturale». Secondo Lollobrigida, «l’Europa non doveva rinunciare alle produzioni di fertilizzanti rimanendo ostaggio delle forniture che poi, basta la chiusura di uno degli otto colli di bottiglia mondiali, per avere una criticità che porta all’aumento dei prezzi o all’assenza di prodotto che mette in difficoltà la possibilità di produrre. Vale - chiosa il ministro - per i fertilizzanti e vale per molto altro».