Dalle devastazioni alla prevenzione. Dai negozi saccheggiati e dalle vetrine sfondate alle piazze presidiate e ai violenti fermati prima che potessero entrare in azione. È il cambio di passo impresso dal governo di Giorgia Meloni sul fronte della sicurezza, fotografato da un documento dell’Ufficio Studi dei Gruppi parlamentari di Camera e Senato di Fratelli d’Italia intitolato “17 ottobre: l’approccio del governo Meloni che ha evitato le devastazioni per il 24”.
Il report ripercorre quanto accaduto nelle ultime settimane, dalle guerriglie urbane del 17 ottobre alle operazioni di prevenzione del sabato successivo, sottolineando l’efficacia delle misure adottate dall’esecutivo. Il punto di partenza è Milano. I fatti sono noti: il 17 ottobre una manifestazione contro il carovita, con circa 5 mila partecipanti, si era trasformata in una giornata di violenze, incendi e saccheggi. Secondo i dati, soltanto nel capoluogo lombardo i danni stimati da Confcommercio avevano raggiunto i 700 mila euro in due giorni. Disordini anche a Torino, Bologna e Bergamo, con decine di agenti feriti e numerosi arresti. Una situazione che ha spinto Palazzo Chigi ad accelerare sul fronte della sicurezza.
La risposta è arrivata il 20 ottobre, con il Consiglio dei ministri che ha approvato un nuovo decreto-legge, entrato in vigore il 23 ottobre. Tra le novità principali l’introduzione del reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, che prevede pene da due a cinque anni di carcere per chi partecipa a gruppi organizzati di almeno cinque persone che utilizzano oggetti pericolosi creando un concreto pericolo per l’incolumità pubblica. Per gli organizzatori e gli istigatori, anche attraverso i social, le pene possono arrivare fino a dodici anni. Non solo. Il provvedimento rafforza gli strumenti di prevenzione, estende il fermo fino a dodici ore anche ai minorenni e introduce sanzioni economiche per i genitori dei ragazzi coinvolti nelle violenze. Il principio è semplice: chi rompe paga. E se a devastare sono i figli minorenni, anche i genitori possono essere chiamati a risponderne economicamente, con sanzioni da 500 a 2mila euro a seconda dei casi, oltre alle disposizioni sul risarcimento dei danni.
La prova sul campo è arrivata sabato. Le forze dell’ordine hanno predisposto controlli capillari nelle stazioni, identificazioni preventive, perquisizioni e presidi nelle principali città interessate dalle manifestazioni. Il bilancio provvisorio parla di 4.259 persone identificate, 98 denunciate e 12 arrestate tra Milano, Bergamo, Torino, Roma, Padova e Napoli. Non sono mancate le tensioni, soprattutto a Torino, ma non si sono ripetute le devastazioni della settimana precedente. Particolare attenzione viene riservata anche alla vicenda di Youssef Siher, indicato come presunto promotore del “Movimento 17 ottobre”. Secondo quanto ricostruito, il suo fermo avrebbe contribuito a scongiurare nuovi disordini a Milano. Un ulteriore tassello di quella strategia preventiva che il governo ha scelto di mettere al centro della propria azione.
Viene inoltre evidenziato che la stretta sulla sicurezza non nasce oggi, ma si inserisce in un percorso avviato dall’esecutivo fin dal 2022, dal decreto anti-rave al provvedimento Caivano, passando per i successivi decreti sicurezza. A questo si aggiunge il rafforzamento degli organici: oltre 47.500 operatori delle forze dell’ordine entrati in servizio tra ottobre 2022 e giugno 2026, con ulteriori assunzioni programmate. A Milano, inoltre, è previsto l’impiego di altri 500 militari nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”.
Fratelli d’Italia pone l’accento sulla distinzione sulla quale si fonda l’intervento dell’esecutivo: manifestare è un diritto, devastare le città e aggredire gli agenti no. La prevenzione non comprime la libertà di manifestazione, ma contribuisce a garantirla, impedendo che una minoranza violenta prenda in ostaggio intere città. È questa la linea rivendicata dal governo Meloni: non attendere che le vetrine vengano sfondate per intervenire, ma impedire che accada. E il bilancio del 24 ottobre - pur tra tensioni e criticità - rappresenta per l’esecutivo un primo risultato concreto di una strategia che punta a restituire sicurezza alle piazze italiane.
