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Governo

Il piano anti-tasse del governo manda fuori giri Schlein e Conte

Giorgetti: “Lo scostamento aprirà spazi di bilancio significativi”. Tajani rilancia il taglio dell’Irpef. I leader di Pd e 5 Stelle: “Con loro pressione fiscale al top”, ma c’è l’effetto occupazione record

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Il governo lavora per abbassare le tasse in vista della prossima legge di bilancio. Lo aveva anticipato il vicepremier Antonio Tajani, che ieri in un video ha spiegato che l’obiettivo è ridurre strutturalmente le accise, detassare le tredicesime, cancellare o ridurre il bollo per auto e moto e ridurre ancora dal 35 al 33% fino a 60mila euro di reddito. Un tema non posto a caso, visto che ieri è stato il giorno della conferenza stampa del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha fatto anche il punto sulle risorse a disposizione. «La settimana prossima andremo in Aula per chiedere al Parlamento di darci mandato a procedere in Europa» attivando la clausola nazionale di deroga al Patto di stabilità, si tratta di una flessibilità per 14 miliardi di euro da concentrare sugli investimenti per energia e difesa. Sono soldi che il governo potrà spendere, senza che questi siano conteggiati nei paletti di bilancio europei. Un’arma che sarebbe tanto più potente se l’Italia, come spera, dovesse uscire dalla procedura d’infrazione dopo la revisione del deficit 2025 da parte dell’Istat in arrivo a settembre. Intanto il Consiglio dei ministri tornerà a riunirsi domani per rimodulare un decreto legislativo sul federalismo fiscale.

Il via libera del Parlamento allo scostamento, continua Giorgetti, «aprirà degli spazi significativi di bilancio in termini di scostamento. Ma proprio perché è uno scostamento dovranno essere utilizzati in modo molto intelligente e molto mirato. Quindi la discussione ovviamente è aperta». Insomma, la possibilità ottenuta in Europa di usare queste risorse, permetterà di svincolarne delle altre che potranno essere impiegate, in modo mirato, per centrare gli obiettivi della manovra. Quanto al piano anti-tasse avanzato da Forza Italia, il ministro Giorgetti ha aggiunto: «Vorrei fare anche tantissime altre cose». Ma sta di fatto che l’allineamento politico c’è tutto: visto che il proposito di abbassare le tasse al ceto medio era stato annunciato dalla premier Giorgia Meloni, ed è sostenuto anche dalla Lega di Matteo Salvini.

La prospettiva di un abbassamento delle tasse - non il primo della legislatura - ha scatenato l’opposizione dove, al contrario, c’è un ampio sostegno per la patrimoniale. «Anche Antonio Tajani oggi ci regala il suo bel video di propaganda quotidiana e, udite udite, promette meno tasse», ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, «in questi quattro anni le tasse non solo sono aumentate, ma hanno raggiunto il record di pressione fiscale degli ultimi dodici, al 43,1%». A rimorchio il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte: «Da 4 anni sono al Governo e ancora pensano agli slogan anziché a leggi e decreti per ridurre davvero le tasse». Il punto è che la pressione fiscale, ovvero il rapporto tra le entrate dello Stato e il Pil, può aumentare anche abbassando le aliquote come avvenuto col taglio del cuneo fiscale: è un fenomeno sul quale hanno un peso l’aumento dell’occupazione, che aumenta il gettito di contributi e Irpef, oltre al recupero record dell’evasione fiscale.

Il leader di Forza Italia ha ribattuto a Conte e Schlein ricordando che il governo è riuscito «a ridurre di 33 miliardi di euro la pressione fiscale su famiglie e piccole imprese», riuscendo ad aumentare il gettito «creando un milione e 200mila posti di lavoro, mentre lo spread è crollato». Il resto «sono chiacchiere», ha concluso il vicepremier.

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