Il confine è superato. A metà pomeriggio Milano ripiomba nella violenza. La premier Giorgia Meloni che assiste alle scene della seconda giornata di follia e devastazioni in pieno centro convoca per oggi una riunione d’emergenza con i ministri Matteo Piantedosi e Guido Crosetto, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. «Serve rispolverare vecchie norme degli anni caldi» fanno trapelare fonti della maggioranza. Si ipotizzano strumenti eccezionali per arginare un’escalation che diventa di ora in ora ingestibile. La scena è questa: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è impegnato nel botta e risposta con il sindaco di Milano Giuseppe Sala quando in pieno centro piombano gruppi di ragazzini armati di spranghe e pietre. La polizia viene colta di sorpresa. Per una mezz’ora circa la città è in mano ai violenti. Il confine è superato. Meloni vuole capire se ci sono falle nel piano di sicurezza messo a punto dal Viminale e intervenire con durezza. Al sottosegretario Mantovano spetterà il compito di consegnare già oggi un report dettagliato sulle pericolose saldature che si stanno creano in queste ore tra varie sigle: dagli studenti ai maranza.
Passando per i movimenti antagonisti. La tensione è destinata a salire nelle prossime settimane.
L’esecutivo ha in mente un pacchetto di misure. C’è il timore (concreto) che questi movimenti possano catalizzare anche le proteste che arrivano dal sud di autotrasportatori e agricoltori. Di buon mattino la premier invia un messaggio alle forze dell’ordine colpite sabato sera: «Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine hanno dovuto affrontare la violenza di delinquenti che, anche attraverso gruppi organizzati, sfruttano le manifestazioni per cercare lo scontro e seminare il caos. A tutti loro va la mia piena solidarietà e un ringraziamento sincero. Perché erano lì per tutelare la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti e di tutte le persone che hanno diritto di vivere la propria città senza paura e senza vederla messa a ferro e fuoco da bande di teppisti.
Siamo con voi».
La prima mossa del vertice di oggi sarà quella di distribuire più militari anche nei centri storici. Tre le città a forte rischio: Milano, Bologna e Torino. La Lega chiede subito un decreto per allargare il fermo preventivo anche ai minorenni: «Alla luce dei ripetuti episodi di violenza registrati negli ultimi mesi e anche nelle ultime ore, la Lega propone di trasformare in decreto-legge urgente alcune delle misure contenute nel disegno di legge sulla sicurezza attualmente in discussione al Senato» annuncia in una nota il partito del vicepremier Matteo Salvini. Sul tavolo del vertice di oggi il capo del Carroccio piazzerà altre due proposte: divieto di aggregazione per chi si rende responsabile di violenze di gruppo e l’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo, con la possibilità di ricorrere all’arresto differito.
Ma si guarda alle misure adottate negli anni caldi del ’68 poi eliminate tra cui la reintroduzione dei proiettili di gomma in dotazione alle forze di ordine pubblico. La sinistra soffia sul vento della guerriglia. Riccardo Magi (Più Europa) attacca il ministro Piantedosi: «Chiediamo al ministro dell’Interno di venire in aula a spiegarci cosa non ha funzionato nella gestione dell’ordine pubblico».
Quanto ai danni della giornata di sabato a Milano la Lega rilancia un vecchio cavallo di battaglia: chi rompe paga. Chiunque organizzi una manifestazione, un corteo, deve dare una cauzione, firmare con nome e cognome e in caso di danni pubblici o privati ne paga personalmente le conseguenze. «È ora di approvarla.
La ripresenteremo ancora questa settimana» annuncia Matteo Salvini.
