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Governo

L’allarme all’ordine del giorno del G7: “Grave escalation”

Il ministro degli Esteri scrive all’omologo francese: “Serve una risposta coordinata”

Sul darkweb, da almeno due settimane, gli hacker filorussi di "Noname057(16)" hanno pubblicato dati e richiesto notizie, a pagamento, sul ministro degli esteri Antonio Tajani, sul Procuratore di Roma Francesco Lo Voi e sul capo della Polizia postale Ivano Gabrielli. Ne scrive il Fatto Quotidiano, secondo cui ancora oggi, questa minaccia ibrida � online perch� nessuno l'ha neutralizzata. Sul caso, sempre secondo il quotidiano, indaga la procura di Roma. X +++ ATTENZIONE: L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

«Siamo di fronte a una guerra ibrida»: il ministro degli Esteri Antonio Tajani chiede di mettere il tema degli attacchi hacker all’ordine del giorno della riunione dei Ministri degli Esteri G7 che si terrà domani e martedì a Parigi. «La bruciante attualità dell’escalation chiede una risposta coordinata» scrive Tajani a Jean-Noël Barrot, ministro per l’Europa e gli affari esteri della Francia. Anche Europol convoca per questa settimana una riunione investigativa con le forze dei polizia di tutti i Paesi coinvolti negli attacchi informatici.

La base su cui lavorare sono i piani di cybersicurezza. Quello italiano, approvato nel 2022, e quello europeo: seppur ineccepibile sulla carta, risale al 2016 che, in settore informatico, equivale a una-vita-fa. La prima domanda da porsi è: questi piani strategici sono ancora attuali? Sono sufficiente a difendere le nostre infrastrutture? Già un anno fa il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel non-paper presentato al Consiglio supremo di Difesa, delinea con urgenza una diagnosi chiara: «L’Italia, per la sua posizione geopolitica, le sue infrastrutture critiche, la sua vulnerabilità energetica e la centralità nel Mediterraneo, è già soggetta a una guerra non convenzionale, continua, multidominio, condotta da attori statuali e non-statuali». Ora quella guerra invisibile sembra in piena escalation.

Anche il decreto Draghi sugli aiuti bis nel 2022 prevede un cambio di rotta per affrontare il rischio cyberattacchi: fino a quel momento nessuna struttura prevede la possibilità di condurre operazioni cibernetiche offensive. Draghi autorizza invece la Difesa a attaccare, a reagire. Ma per «affinare le armi» è necessario prima capire quali possono essere i punti deboli del piano e cosa sia necessario rafforzare. Gli esperti di cybersicurezza parlano di «falle» nelle stesse procedure di sicurezza, cioè nei protocolli che servono a proteggere le strutture e i data base, ad esempio l’impianto di ventilazione di un ospedale o i sistemi di comando centralizzati di un impianto elettrico. In quegli stessi documenti ci sono tutte le indicazioni che un hacker potrebbe utilizzare per «bucare» i sistemi informatici. E poi c’è il tema delle piccole e medie imprese non coperte da protezione Nis 2: una volta violato il loro sistema informatico, gli hacker possono accedere a catena anche ai loro fornitori più grandi. Acn, agenzia nazionale di cybersecurity, segnala da tempo la carenza di hacker etici. L’Italia ha un gap di oltre 135mila esperti certificati.