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Governo

Manovra, domani il vertice di maggioranza

Giorgetti: “Tutelare la crescita”. Banche, Salvini difende la tassa. Tajani: “Dialogo”

Il ministro dell�economia Giancarlo Giorgetti, durante l�audizione sul documento programmatico di finanza pubblica per il 2026. Roma 12 ottobre 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Definita la cornice da 23,5 miliardi tracciata dal Documento programmatico di bilancio, la manovra entra nella fase delle scelte. Il primo appuntamento è il vertice di maggioranza di domani, dove la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (in foto) siederanno al tavolo con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e con Maurizio Lupi. Per il via libera in Consiglio dei ministri serviranno ancora un paio di settimane: la riunione di venerdì 23, spiegano fonti di governo, non sarà quella del varo.Giorgetti ha già indicato la rotta nella dichiarazione al Comitato monetario e finanziario del Fmi: la politica fiscale deve «ricostruire i margini di manovra e salvaguardare la sostenibilità del debito attraverso quadri credibili di medio periodo», proteggendo «gli investimenti che favoriscono la crescita e la spesa sociale essenziale». Alle banche centrali chiede di restare «fermamente concentrate sulla stabilità dei prezzi», vigilando sugli shock energetici. Sull’Irpef la «grande scelta» sarà tra interventi «selettivi» o «generalizzati», mentre il contributo di banche e assicurazioni sarà «sostenibile».È su questo capitolo che si concentra il confronto. Salvini giudica «sorprendenti» le parole del presidente dell’Abi Antonio Patuelli, che lamenta che i banchieri siano «mazzolati»: «i numeri, buon per loro, raccontano l’esatto contrario». Con utili saliti a 47,5 miliardi nel 2025, chiedere «almeno 5 miliardi» è una proposta «di assoluto buonsenso».Tajani apre a un contributo ma invita al dialogo: «Uno Stato liberale non deve infliggere sanzioni a chi intraprende» e il problema «si risolve sempre con l’educazione e con le buone maniere». Per l’Abi, il vicedirettore generale Gianfranco Torriero definisce l’intervento «assolutamente non concordato».Sul tavolo ci sono anche le proposte dei partiti: Forza Italia punta su giovani, sanità, ceto medio e bollo auto, la Lega su pensione a 64 anni e flat tax a 100mila euro, FdI su famiglie e fringe benefit. Idem Noi Moderati. Il governo rivendica intanto l’intesa con Bruxelles sul decreto bollette, che per il ministro Tommaso Foti permetterà di «tagliare di circa il 25% i costi per famiglie e imprese». Crescono le preoccupazioni dei Comuni, che con i bilanci sotto «fortissima pressione» si attendono un miliardo dalla manovra.A dare respiro all’esecutivo arriva la conferma di Morningstar Dbrs, che mantiene l’Italia ad A (low) con trend stabile. L’agenzia sottolinea che il consolidamento fiscale è rimasto «in larga parte sulla giusta strada» e che la stabilità del governo ha «rafforzato la credibilità della strategia di bilancio», pur indicando nel debito un vincolo da sorvegliare.

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