L’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge ColtivaItalia con 76 voti favorevoli e nessuno contrario. Un “risultato molto rilevante” per il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per “un provvedimento strategico, strutturale, il più grande piano per l’agricoltura che si registra nella storia repubblicana” che arriva “in un clima di pre-campagna elettorale che vede lo scontro su tutto”.
Lollobrigida ricorda che il provvedimento prevede “oltre 1 miliardo e 150 milioni di interventi sui settori produttivi strategici per la nazione con la capacità di guardare un’Italia che si rafforza, che rafforza il mondo agricolo e anche gli interventi sulle future generazioni potendogli garantire un settore resiliente che garantisce sicurezza alimentare e tutela del territorio”. Il ministro dell’Agricoltura pone l’accento anche sui fondi stanziati per i giovani, “un investimento fortissimo sulle nuove generazioni con oltre 150 milioni che servono al ricambio generazionale, non a chiacchiere nei fatti, mettendo a disposizione risorse economiche, terra e strumenti anche che vengono dalla ricerca”. Si prevedono, infatti, “59 ricercatori per i Crea, investimenti per sostenere quello che deve essere il vantaggio competitivo di una nazione non particolarmente grande come l’Italia, come territorio, ma eccezionalmente grande nella capacità di stare sempre un passo avanti agli altri”. Lollobrigida, poi, rivendica con orgoglio: “L’Italia dal 2024, superando colossi come Germania, Francia e Spagna, è la prima agricoltura europea per valore aggiunto con oltre 46,6 miliardi di euro”. L’agricoltura italiana, infatti, “è cresciuta in una fase congiunturale drammatica come quella che stiamo vivendo nell’export arrivando a 72,6 miliardi di euro nell’agroalimentare”. Il ministro, poi, commenta così i dati Istat che indicano “l’Italia come la nazione in cui il reddito degli agricoltori cresce più di ogni altro reddito in Italia”. E aggiunge: “Non è mai sufficiente ma in Europa il reddito degli agricoltori, in assoluto, vede l’Italia prima, seconda solo in percentuale al Portogallo lo scorso anno”. Sul costo del carburante, invece, dice: “Non dipende dalle azioni del governo, non dipende nemmeno dalle vicende legate all’Unione europea, se non per il fatto che l’Unione Europea purtroppo nel contesto mondiale da troppo tempo è un comprimario rispetto alle dinamiche mondiali”, mentre noi subiamo “gli effetti di quello che gli altri compiono”. E questo “vale - spiega Lollobrigida - per le azioni di aggressione della Russia contro l’Ucraina, vale per gli atti di terrorismo islamisti in Medio Oriente, vale per le reazioni a volte spropositate che ci sono state, vale ovviamente anche per le vicende legate alla chiusura degli stretti che mostrano la debolezza delle catene di approvvigionamento”. Il titolare del dicastero dell’Agricoltura, poi, punta il dito sugli errori dell’Ue che non ha previsto “scenari di questa natura considerandoli superati dalla storia, trascurando problematiche come “quello dei fertilizzanti o del carburante” che “è un problema di carattere strutturale”. Secondo Lollobrigida, “l’Europa non doveva rinunciare alle produzioni di fertilizzanti rimanendo ostaggio delle forniture che poi, basta la chiusura di uno degli otto colli di bottiglia mondiali, per avere una criticità che porta all’aumento dei prezzi o all’assenza di prodotto che mette in difficoltà la possibilità di produrre. Vale - chiosa il ministro - per i fertilizzanti e vale per molto altro”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dalla Coldiretti in quanto il “ColtivaItalia rappresenta un risultato importante per il mondo agricolo e un passo avanti per rafforzare la sovranità alimentare del Paese, sostenere le produzioni nazionali, restituire reddito alle imprese e salvaguardare la salute dei cittadini”. Il provvedimento “mette in campo oltre un miliardo di euro di risorse e recepisce numerose proposte avanzate da Coldiretti, intervenendo su questioni strategiche come la semplificazione burocratica, i contratti di filiera, i controlli sull’origine dei prodotti, il ricambio generazionale e il rilancio di comparti fondamentali, dalla cerealicoltura all’olivicoltura fino alla zootecnia”, si legge nella nota dell’associazione di categoria. Coldiretti evidenzia anche la battaglia contro l’Italian sounding “che sottrae ogni anno 20 miliardi di euro al reddito degli agricoltori, alimentando traffici e speculazioni lungo la filiera e ingannando i consumatori”. E aggiunge: “Tra le innovazioni più significative c’è, infatti, l’istituzione della banca dati dei controlli innovativi, che consentirà di utilizzare strumenti scientifici avanzati, dalla risonanza magnetica alla mappa genomica e alla mappatura isotopica, per verificare l’effettiva origine delle produzioni”. Coldiretti parla di “un salto di qualità nella trasparenza e nella capacità di contrastare frodi, falsificazioni e speculazioni che danneggiano gli agricoltori e mettono a rischio la fiducia dei consumatori”.
