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Governo

Secessione? No, la Lega ora unifica

L'infrastruttura che collegherà la Sicilia all'Italia continentale prende corpo grazie all'impegno e alla tenacia del leader di quel partito che l'Italia voleva dividerla in due con una secessione

Secessione? No, la Lega ora unifica

Il via libera alla costruzione del Ponte sullo Stretto non è solo un momento nodale e storico per le grandi opere e per l'economia italiana, segna anche un importante cambio di passo dal punto di vista politico. Per il Paese in generale e per la Lega di Matteo Salvini in particolare. L'infrastruttura che tecnicamente e dal punto di vista ingegneristico collegherà la Sicilia all'Italia continentale prende corpo grazie all'impegno e alla tenacia del leader di quel partito che, fino a una trentina di anni fa, l'Italia voleva dividerla in due con una secessione. Un paradosso solo in apparenza, perché sono lontani anni luce i tempi di «Roma ladrona» e delle pulsioni separatiste, degli elmi celtici e del meridione come nemico. Lega Lombarda prima, la Lega Nord poi e infine la Lega (nazionale) che conosciamo oggi per come la ha plasmata l'attuale ministro dei Trasporti. Adesso è proprio la Lega, insieme a tutta la maggioranza di governo, a portare avanti una grande opera tra le più «unificanti» della storia d'Italia: una cerniera d'acciaio e cemento che salderà la Calabria alla Sicilia e contribuirà al rilancio economico di tutto il Meridione. Così un partito nato saldamente al Nord e con la ragione sociale radicata nella Pianura padana contribuisce concretamente al riscatto del Sud. Un paradosso? Forse, ma il vero paradosso è che quelli che predicavano l'unità ora boicottano ponti. Solo perché c'è di mezzo la Lega.

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