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Sondaggio post-referendum, il centrodestra tiene. Schifani: “Forza Italia in crescita”

I giallorossi salgono, ma la maggioranza regge. FdI limita le perdite e gli azzurri sono in rialzo: l’euforia del campo largo è tutta da verificare

Sondaggio post-referendum, il centrodestra tiene. Schifani: “Forza Italia in crescita”
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La sinistra festeggia, ma forse con un po' troppo anticipo. Perché dietro l’entusiasmo post-referendario, i numeri raccontano una storia diversa da quella che qualcuno vorrebbe far credere: la consultazione referendaria ha segnato una battuta d’arresto per il governo, ma non c'è traccia di crolli. Anzi, il centrodestra resta competitivo. La conferma arriva dai sondaggi firmati da Ipsos per il Corriere: l’onda lunga del referendum è meno travolgente del previsto.

Entrando nel dettaglio: Fratelli d’Italia perde qualcosa — poco più di un punto, dal 28,0% al 26,7% — ma nella stessa coalizione si muove Forza Italia, che cresce di oltre un punto arrivando al 9,5%. Un segnale interessante, che qualcuno lega anche alla rinnovata visibilità di Marina Berlusconi e a un possibile tentativo di rilancio del partito azzurro. Lega stabile al 6,3%, così come Noi Moderati all’1%.

“La coalizione di centrodestra nel suo complesso tiene, dimostrando solidità anche dopo un passaggio complesso”, la soddisfazione del presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia Renato Schifani: “In questo quadro, la crescita di Forza Italia di oltre un punto percentuale è particolarmente significativa: è la prova concreta di un partito vivo, radicato sui territori e capace di intercettare consenso in modo stabile".

Il presidente della Regione Siciliana ha evidenziato che “non si registra alcuna oscillazione tale da collegare l’esito del referendum a un giudizio negativo sul centrodestra. Gli elettori si sono espressi nel merito di una proposta di revisione costituzionale, non sui soggetti politici che l’hanno sostenuta, ma con un voto trasversale ai partiti”. “Per Forza Italia è un segnale positivo e, quindi, un dovere proseguire nel rafforzamento che ha saputo garantire continuità e credibilità al partito in una fase particolarmente delicata”, ha aggiunto Schifani: “Dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, infatti, in molti non avrebbero scommesso sul futuro della nostra comunità politica: oggi i dati dimostrano invece che la sua guida è stata decisiva per consolidare e rilanciare Forza Italia. I prossimi congressi saranno decisivi non solo per l’organizzazione del partito, ma anche per sviluppare idee e progetti da tradurre nei programmi di governo, nazionale e regionale. Guardiamo avanti con determinazione, consapevoli che stabilità e serietà sono oggi le richieste principali dei cittadini, e che Forza Italia ha tutte le carte in regola per continuare a interpretarle con efficacia”.

Per quanto concerne la sinistra, il Partito Democratico sale al 22% (+1,3%), mentre il Movimento 5 Stelle raggiunge il 14,2% (+0,8%). Ma non tutto luccica: Alleanza Verdi e Sinistra arretra al 6,1%, segno che la visibilità si è concentrata sui partiti maggiori. Secondo l'analisi di Pagnoncelli, il cosiddetto campo largo avrebbe un vantaggio. Ma è un vantaggio teorico, ancora tutto da verificare nella realtà delle urne e delle alleanze. Perché, alla fine, il quadro resta aperto.

Il centrodestra perde qualche colpo, ma tiene. E la sinistra, prima di cantare vittoria, farebbe bene a guardare oltre l’euforia del momento. In politica, si sa, le partite si vincono alla fine — non a metà gara. Soprattutto se si hanno idee diverse su tutto.

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